Notizie Asset Class Exor scivola in Borsa dopo i conti: Elkann ammette gli errori su Stellantis

Exor scivola in Borsa dopo i conti: Elkann ammette gli errori su Stellantis

24 Marzo 2026 11:41

Exor finisce sotto pressione in Borsa dopo la pubblicazione dei conti 2025, con il titolo arrivato a perdere fino al 7,7% e sceso sui minimi da settembre 2022. A pesare sono stati risultati inferiori alle attese sul fronte del Net Asset Value, ma soprattutto una fotografia più complessa del principale asset del gruppo: Stellantis.

Nella lettera agli azionisti, John Elkann ha infatti descritto senza giri di parole il 2025 come l’anno più difficile per il gruppo automobilistico, segnato da una perdita record e da un brusco deterioramento delle performance. Un commento che va oltre la semplice lettura dei numeri e che mette in evidenza criticità strutturali: dalle scelte di riduzione dei costi che hanno inciso sulla qualità, fino a una transizione verso l’elettrico più rapida rispetto alla domanda reale.

Risultati in calo e sotto le attese

Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann che controlla Stellantis, Ferrari e Juventus, ha chiuso il 2025 con un gross asset value pari a 37,13 miliardi di euro, in calo del 12,6% rispetto all’anno precedente, e con un Net Asset Value di 33,24 miliardi, in flessione del 13% e sotto una stima degli analisti di 34,15 miliardi Dal report annuale emerge inoltre che il NAV per azione è sceso dell’8,1%, facendo peggio del benchmark di riferimento, l’indice MSCI World, che nello stesso periodo ha registrato un rialzo del 5,4%. Sul fronte della remunerazione degli azionisti, il gruppo ha proposto un dividendo di 0,49 euro per azione, per un esborso complessivo di circa 100 milioni di euro.

Exor ha inoltre annunciato di aver firmato accordi per la cessione delle partecipazioni in Iveco Group, GEDI, Lifenet e NUO. Operazioni che, come ha spiegato il ceo John Elkann, dovrebbero generare nel corso dell’anno circa 2 miliardi di euro di proventi, con un multiplo complessivo superiore a 1,4 volte il capitale investito. Una mossa che porterà la liquidità disponibile per nuovi investimenti oltre i 3,5 miliardi di euro, rafforzando la capacità della holding di valutare una nuova operazione di peso, per dimensioni e ambizione, simile a quella realizzata in Philips.

Sul titolo pesa anche la lettura degli analisti. Secondo KBC, che mantiene la raccomandazione a “buy“, il calo dell’8% del NAV per azione riflette un contesto caratterizzato da volatilità dei mercati, pressioni regolatorie e criticità interne al gruppo. In particolare, la perdita record registrata da Stellantis ha inciso in modo rilevante, mentre la solidità operativa di Ferrari è stata in parte oscurata da aspettative di crescita più caute emerse dopo il Capital Markets Day. Nonostante questo quadro, la banca evidenzia come il titolo continui a trattare a uno sconto intorno al 57% rispetto al NAV, elemento che mantiene Exor tra le storie considerate interessanti in ottica di investimento, grazie alla qualità del portafoglio.

Come si legge nel comunicato, a sostenere il profilo finanziario del gruppo contribuisce anche Lingotto, la piattaforma di investimento di Exor, che ha superato i 10 miliardi di dollari di asset in gestione, trainata soprattutto dalla performance degli investimenti nei mercati quotati. Nel corso del 2025, i flussi in ingresso hanno raggiunto i 4,2 miliardi di euro e, insieme ai proventi attesi dalle dismissioni annunciate, rafforzano la capacità della holding di intercettare nuove opportunità di investimento di dimensione rilevante. Sul fronte della struttura finanziaria, l’allungamento della durata media del debito ha migliorato la flessibilità complessiva del gruppo, con un rapporto loan-to-value al 6,9%, ampiamente al di sotto del target del 15%.

La lettera di Elkann

Il 2025 segna una discontinuità per Exor, non solo sul piano dei risultati ma soprattutto nella lettura che il management dà degli ultimi anni. Nella lettera agli azionisti, John Elkann riconosce in modo esplicito che il gruppo ha dovuto fare i conti non solo con un contesto esterno complesso (tra volatilità dei mercati, pressioni regolatorie e tensioni commerciali) ma anche con errori e scelte interne che hanno inciso sulle performance. Il Ceo, citando il nonno Gianni Agnelli “Le difficoltà non servono a fermarci, ma a verificare se abbiamo la resilienza per sopportare il dolore e il coraggio per andare avanti”, ammette che “Gli ultimi dodici mesi hanno richiesto proprio questo tipo di determinazione. Sul fronte esterno, la volatilità dei mercati globali, le tensioni tariffarie e l’incertezza normativa hanno creato un contesto operativo complesso per molte delle nostre società” continua Elkann “Sul piano interno, alcune di esse hanno dovuto affrontare criticità generate da scelte operative e strategiche compiute in passato”.

Secondo quanto riportano le parole del Ceo, il 2025 è stato segnato dalle azioni intraprese per affrontare problematiche emerse nel 2024 “È stato un anno dedicato a lavorare su queste difficoltà in modo deliberato e responsabile: analizzarle, assumerne la responsabilità dove necessario e avviare un percorso di correzione”. Il risultato è stato un deterioramento delle valutazioni di alcune società in portafoglio e un ampliamento durante l’anno dello sconto a cui Exor tratta sul mercato. Un passaggio che segna la fine di una fase e apre una nuova stagione “Ne siamo usciti messi alla prova, ma anche più determinati, più disciplinati e più resilienti”, conclude il Ceo John Elkann.