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Eurozona: settore manifatturiero in crescita ma segnali di rischio da scarsità forniture

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Stabilizzazione della crescita del settore manifatturiero dell’Eurozona a novembre che segue il periodo di rallentamento di quattro mesi iniziato dopo l’espansione record toccata a giugno. Le condizioni operative del manifatturiero nell’area euro hanno continuato ad essere rallentate dai forti problemi della catena di distribuzione.

Nel mese di novembre l’IHS Markit Pmi del settore manifatturiero dell’Eurozona è salito a 58,4 da 58,3 di ottobre e ha segnato il primo aumento dell’indice principale da giugno, posizionandosi però su un valore leggermente inferiore alla precedente stima flash di 58,6. A parte la positiva inversione di marcia, gli ultimi dati hanno però segnalato la seconda espansione più lenta da febbraio.

“L’elevato indice Pmi principale mostra quanto sono difficili al momento le condizioni operative dei manifatturieri - sottolinea Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit -. Malgrado la domanda sia rimasta forte, così come testimoniato dal nuovo forte miglioramento dell’afflusso di nuovi ordini, la catena di fornitura continua a peggiorare ad un tasso preoccupante. La carenza di materiale ha ridotto la crescita della produzione che ha raggiunto durante il quarto trimestre il livello più debole mai osservato in oltre un anno e mezzo".

"Con la domanda che ancora una volta ha superato l’offerta - prosegue l'esperto - l’indagine di novembre ha osservato un allungamento del mercato del venditore, che ha spinto i prezzi di vendita per beni manifatturieri al rialzo ad un livello che ha superato qualsiasi altro valore in quasi 20 anni. I prezzi di vendita più alti suggeriscono che l’inflazione al consumo deve ancora aumentare".

"Guardando avanti, l’aumento dei contagi da Covid-19 getta un’ombra sulla previsione a breve termine, minacciando di creare nuovi ostacoli sulla catena di fornitura e allo stesso tempo dirottando di nuovo la spesa dai servizi al consumatore ai beni al consumo - conclude - Tale scenario peggiorerà quindi il dislivello tra fornitura e domanda”.