Eni, utile 2025 a 4,98 miliardi ma vola il quarto trimestre. Completato il buyback
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Aspettando il piano del 19 marzo, Eni licenzia i conti del 2025 con utili in calo ma un quarto trimestre in grande spolvero (+32%). Sopra le attese la produzione (a 1,73 milioni di boe/giorno), concluso il piano di buyback a sostegno della remunerazione crescente degli azionisti.
Il titolo ha aperto la seduta in rialzo dello 0,66%.
I numeri del quarto trimestre
Nel quarto trimestre 2025 l’utile netto adjusted è schizzato a 1,20 miliardi registrando un aumento del 35% rispetto al trimestre 2024. Mentre l’utile operativo proforma adjusted è stato di 12,22 miliardi in flessione del 15% rispetto al 2024.
Merito della “resilienza del modello di business di Eni, sostenuto dalla crescita profittevole della produzione oil&gas, dalla diversificazione del portafoglio e dalla rigorosa disciplina nei costi e negli investimenti”, spiega l’azienda. L’ebit proforma adjusted di gruppo del quarto trimestre 2025 è stato di 2,87 miliardi, superiore al 2024 nonostante il calo del petrolio (- 15%) e l’apprezzamento del 9% dell’euro verso il dollaro, grazie alla crescita dei volumi e all’efficienza.
Nell’E&P, l’ebit proforma adjusted e’ stato pari a 2,8 miliardi. Da sottolineare l’ebit proforma adjusted di Enilive di 0,18 miliardi, più che triplicato grazie alla ripresa dei margini dei biocarburanti.
Refining è tornata in utile (vs. la perdita nel trimestre di confronto) per effetto dei migliorati margini dei prodotti. La Chimica ha registrato una perdita di 0,2 miliardi nel quadro della prolungata recessione dell’industria europea, nonostante i benefici della ristrutturazione in corso
Il 2025
Mentre guardando all’intero 2025, l’utile netto adjusted è sceso a 4,99 miliardi, in calo del 5% rispetto all’esercizio 2024.
Le prospettive del business e i principali target industriali e finanziari per il 2026 di Eni e l’orizzonte di piano, saranno illustrati durante il Capital Markets Update programmato per il 19 marzo 2026.
Descalzi evidenzia che i business della transizione, “Enilive e Plenitude, hanno generato crescita e valore rilevanti, contribuendo a diversificare ulteriormente e consolidare i risultati del Gruppo. In un mercato sfidante per rinnovabili e prodotti low carbon, questi business hanno beneficiato della resilienza dei nostri modelli integrati, ottenendo una valorizzazione complessiva da parte degli investitori di private equity di oltre 23 miliardi in termini di enterprise value”.
Questi progressi si sono tradotti in risultati finanziari significativi: il flusso di cassa operativo del 2025 ha raggiunto 12,5 miliardi, battendo la previsione di piano rivista per tenere conto del peggioramento dello scenario, e il rapporto di indebitamento su base proforma si è attestato al 14%.
Il buyback
Il gruppo ha completato il programma di acquisto di azioni proprie 2025 da complessivi 1,8 miliardi, deliberato dall’assemblea il 14 maggio 2025 finalizzato a riconoscere agli azionisti Eni un’ulteriore remunerazione rispetto alla distribuzione dei dividendi. Nell’ambito del programma, Eni ha acquistato 118.782.928 azioni proprie (pari al 3,77% del capitale sociale) per un controvalore complessivo di 1,8 miliardi.
Eni ha incrementato la distribuzione degli azionisti, “aumentando del 20% il valore del nostro programma di buyback. Nonostante un contesto volatile, nel 2025 Eni ha dimostrato di saper combinare crescita delle produzioni, riduzione degli investimenti, riduzione del debito ed aumento della remunerazione”, ha detto Descalzi
Il 2026
In attesa del piano Eni stima nel 2026 una crescita della produzione di idrocarburi e investimenti gearing (che misurano il rapporto tra il debito e il capitale proprio)tra il 10% e il 15% con il Brent a 62 dollari al barile. Per il 2026 Eni stima una “crescita della produzione di idrocarburi coerente con gli obiettivi del piano 2025-2028; investimenti lordi attesi a 7 miliardi di euro, investimenti netti a circa 5 miliardi.
Secondo Equita, “il nuovo outlook può “far migliorare le stime, mostra una performance decisamente migliore rispetto ai peers e conferma la solidità di bilancio”.
Per Barclays, “l’indebitamento netto su base Eni (inclusi i leasing) di 15,1 miliardi di euro è diminuito del 2% rispetto al trimestre precedente. Calcoliamo una leva finanziaria del rapporto debito netto/equity (inclusi i leasing) del 29%, invariata rispetto al trimestre precedente”..