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Eni su minimi da brivido e -53% Ytd. Possibile buy opportunity che può far da traino a tutto il Ftse Mib

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Ennesima giornata difficile per il comparto oil complice il violento dietrofront del petrolio con WTI arrivato fino a -5%. A Piazza Affari sono sotto il fuoco delle vendite ENI (oltre -3% a 6,48 euro), Saipem (-3,6%) e Tenaris (-2,6%); su quest’ultima oggi ha avviato la copertura Credit Suisse con rating underperform e prezzo obiettivo a 3,90 euro vedendo pressioni al ribasso sugli utili nei prossimi tre o quattro anni, soprattutto negli Stati Uniti, dove Tenaris è più presente.

ENI piomba ai livelli del 16 marzo

Da monitorare con attenzione il movimento di ENI che avvicina pericolosamente area 6,50 euro e i minimi toccati lo scorso 16 marzo che corrispondono con i livelli più bassi degli ultimi 24 anni. Quando ENI toccò i minimi lo scorso 16 marzo marzo il petrolio Brent viaggiava sotto i 30 $, mentre oggi segna 40,3 $. 
Per Eni le quotazioni al momento segnano -53% da inizio anno, tra i peggiori di tutto il Ftse Mib insieme proprio a Saipem e Tenaris, gli altri due titoli oil che segnano rispettivamente -67% e -58% Ytd.

Da consensus analisti emerge potenziale upside del 43%

Il consensus risulta spaccato sulle prospettive del titolo ENI con il 32,3% degli analisti che dice buy, il 41,9% che dice hold e il 25,8% dice sell. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 9,37 euro, ossia oltre il 43% sopra i livelli attuali.
Equita, che ha rating buy su ENI,  oggi ha deciso di aumentare di 60 punti base il peso di ENI nel portafoglio. “I prezzi del Brent si sono stabilizzati attorno alla soglia dei $40/bbl e i prezzi del gas sono nettamente migliorati a settembre in Europa. Nonostante il migliore scenario dei prezzi degli idrocarburi, il titolo ha continuato a sottoperformare a settembre”, rimarcano gli analisti.

Indice Ftse Mib sotto scacco di energy e banche

La parabola discendente di ENI e degli altri titoli oil non lascia indifferente l’intero indice Ftse Mib. “ENI sta sui minimi, trend negativo con base sui 6,5 euro – argomenta Guido Gennaccari, Fondatore della Trading Room, intervenuto ieri a Flash Mercati – . Se rompe trendline ribassista può essere un’occasione d’acquisto e sponda a ripartenza per listino principale”. Gennaccari si mostra negativo nel breve sull’indice Ftse Mib. “Finchè non ripartono consumi e domanda energetica è difficile che l’indice riparta in quanto è molto dipendente da energy e bancari. Se i bancari mollano la mia paura è che l’indice possa mollare il livello chiave di supporto dei 18.00-18.400 punti”.

Crisi nera per tutto il settore oil 

In generale il settore oil continua a sottoperformare con decisione: l’Euro Stoxx 600 oil & gas segna quasi -42% da inizio anno e nelle ultime settimane si sono accentuate le preoccupazioni circa la debolezza della domanda. Le quotazioni del Brent risultano in calo di oltre l’1% oggi e gli analisti di HSBC sottolineano come il calo del prezzo del greggio riflette principalmente le preoccupazioni sulla domanda, in particolare perché i nuovi casi di Covid-19 sono aumentati in diversi paesi occidentali e gli indicatori economici suggeriscono una certa perdita di slancio.
Ieri Royal Dutch Shell ha annunciato che si prepara a licenziare fino a 9mila dipendenti. Il colosso petrolifero anglo-olandese ha fatto sapere che intende tagliare che entro il 2022 tra 7mila e 9mila posti di lavoro e si attende di sostenere oneri compresi tra 1 e 1,5 miliardi di dollari per il terzo trimestre. Una riorganizzazione che permetterà di ottenere risparmi di costi annui compresi tra 2-2,5 miliardi.