Eni: ipotesi di spin-off nel upstream è catalyst positivo per il titolo (analisti)
Sale a Piazza Affari il titolo Eni che al momento segna +1,05% a 10,18 euro. Secondo fonti Reuters, Eni starebbe valutando la possibilità di scorporare le attività upstream in Africa e Medio Oriente in nuove JV per ridurre il livello di debito e facilitare la transizione energetica. ENI sarebbe in trattativa con alcuni players nel oil & gas (vengono citati Total e BP) per combinare parte delle loro operazioni in aree geografiche chiave.
Eni potrebbe replicare quanto fatto con gli asset in Norvegia di Var Energi nel quale oggi Eni detiene il 70% di quota e dove lo spin-off era avvenuto nel 2019, con HitecVision (private equity). La creazione di un’entità separata consentirebbe a Eni di rimuovere parte del debito dal bilancio, dato che non sarebbe più consolidato a livello di gruppo.
Nel 2020 il West Africa, Nord Africa e Medio Oriente costituivano rispettivamente il 20%, 15% e il 5% della produzione upstream. La valorizzazione di quegli asset ammonterebbe a circa €21 bn secondo Equita. “Se ipotizzassimo di replicare la quota di partecipazione in Var Energi e lo stesso livello di leverage (30%) per la nuova entità pari a quella del bilancio FY20 di ENI, calcoliamo che ENI potrebbe liberare fino a €6 bn di capitale” continuano gli esperti della Sim milanese secondo cui “Un minor indebitamento - che è già oggi su un livello molto equilibrato – potrebbe accelerare i piani sulle attività rinnovabili e low-carbon. Riteniamo che uno spin-off di dimensioni rilevanti e l`accelerazione del processo di transizione energetica possa costituire un catalyst positivo per il titolo” concludono.
Eni potrebbe replicare quanto fatto con gli asset in Norvegia di Var Energi nel quale oggi Eni detiene il 70% di quota e dove lo spin-off era avvenuto nel 2019, con HitecVision (private equity). La creazione di un’entità separata consentirebbe a Eni di rimuovere parte del debito dal bilancio, dato che non sarebbe più consolidato a livello di gruppo.
Nel 2020 il West Africa, Nord Africa e Medio Oriente costituivano rispettivamente il 20%, 15% e il 5% della produzione upstream. La valorizzazione di quegli asset ammonterebbe a circa €21 bn secondo Equita. “Se ipotizzassimo di replicare la quota di partecipazione in Var Energi e lo stesso livello di leverage (30%) per la nuova entità pari a quella del bilancio FY20 di ENI, calcoliamo che ENI potrebbe liberare fino a €6 bn di capitale” continuano gli esperti della Sim milanese secondo cui “Un minor indebitamento - che è già oggi su un livello molto equilibrato – potrebbe accelerare i piani sulle attività rinnovabili e low-carbon. Riteniamo che uno spin-off di dimensioni rilevanti e l`accelerazione del processo di transizione energetica possa costituire un catalyst positivo per il titolo” concludono.