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ENI (-3%) e Intesa Sanpaolo guidano caduta Ftse Mib, tra investitori domina la paura da lockdown

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Lunedì difficile sui mercati con l’acuirsi dell’aumento dei casi di coronavirus in Europa e negli Stati Uniti, che ha alimentato le preoccupazioni tra gli investitori. A questo si aggiunge lo stallo a Washington sul prossimo piano di aiuti fiscali. In chiusura il Ftse Mib ha ceduto così l’1,76% tornando sotto la soglia dei 19mila punti.
La Francia ieri ha superato per la prima volta il muro dei 50mila nuovi contagi giornalieri e in Italia l’impennata dei nuovi casi ha indotto il governo a varare un nuovo Dpcm che impone la chiusura di palestre e piscine per un mese, con bar e ristoranti che invece potranno restare aperti solo fino alle 18.
Tra i titoli del listino principale, giornata fiacca per quelli del settore oil con Tenaris in ribasso del 2,64% e Saipem dell’1,7%, riflettendo la caduta del petrolio. Peggio ha fatto ENI, scesa del 3,09% a 6,245 euro, che rappresenta il livello di chiusura più basso degli ultimi 24 anni. I crescenti casi di Covid-19 negli Stati Uniti e in Europa sollevano preoccupazioni per la domanda di greggio nel mondo.
Tra le banche, giornata difficile per Intesa Sanpaolo, la peggiore con -2,19% a 1,527 euro. Unicredit e Banco BPM sono scese rispettivamente dell’1,4% e dell’1,73%. Su queste due banche continua la girandola di indiscrezioni circa possibili mosse sul fronte M&A. Per gli analisti di Equita SIM, un deal tra Banco BPM e UniCredit, così come una opzione tra Banco BPM e Credit Agricole, avrebbero senso. Di contro, gli analisti di Mediobanca Securities continuano a sponsorizzare un matrimonio tra la banca guidata dal ceo Jean-Pierre Mustier e una banca francese.
Tra i pochi titoli che sono riusciti a schivare le vendite spicca ancora una volta FCA, che ha aggiornato i massimi a circa 8 mesi spingendosi fino a 11,18 euro (+0,72%) dopo essere arrivata anche a oltre +3% in mattinata sulla scia delle indiscrezioni circa il via libera dell’Unione Europea alla fusione FCA-PSA con la nascita di Stellantis. Stando a quanto riferisce Reuters la formalizzazione dell’ok di Bruxelles arriverà entro la fine dell’anno. Un altro rumor legato a FCA è relativo alla possibile accelerazione verso lo spin-off di Comau, che dovrebbe avvenire proprio dopo la finalizzazione della fusione con PSA. Alla fine del 2019, Comau ha registrato 317 milioni di euro ricavi e un utile netto di 3,7 milioni di euro. “Con lo spin-off di Comau, gli azionisti di Stellantis (ovvero gli azionisti di FCA e PSA) riceveranno azioni Comau, che saranno messe sul mercato”, rimarcano gli esperti di Intesa Sanpaolo che confermano buy su FCA con target price a 15,3 euro.