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Emissioni tornano ai livelli pre-covid a fine 2020, rallenta lo sviluppo dell’eolico in Europa

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Le emissioni globali di carbonio legate all’energia sono state più elevate a dicembre 2020 su base annua, come dichiarato dal direttore esecutivo dell’AIE Fatih Birol in un’intervista rilasciata al Financial Times. Complessivamente nel 2020 c’è stato il più grande calo delle emissioni annue di CO2 legate all’energia, ma per le attività economiche in ripresa e per la mancanza di politiche energetiche le emissioni sono aumentate del 2% su base annua a dicembre dello scorso anno. Le emissioni globali di CO2 legate all’energia nel 2020 sono state inferiori di circa il 6% rispetto alla quantità rilasciata l’anno precedente. L’aumento del 2% a dicembre è stato causato da un rimbalzo della domanda di energia alimentata da combustibili fossili nei paesi più inquinanti come Cina e India.
L’invito di Birol è quindi quello di puntare di più sulle fonti di energia rinnovabile come quella eolica. In particolare, l’Europa ha raggiunto i 220 GW di capacità eolica installata nel 2020 e 4,7 GW di nuova capacità, in calo del 6% su base annua a causa dei ritardi nella messa in servizio di nuovi parchi eolici a causa di interruzioni della catena di fornitura legate al Covid-19. Lo segnala WindEurope, secondo cui ulteriori 105 GW dovrebbero arrivare entro il 2025 se i governi ci riusciranno razionalizzare il processo di autorizzazione.