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Election week da sogno per Wall Street e Ftse Mib, ma gli strategist temono eccesso euforia: lotta al Covid di Biden peserà su Pil e utili 2021

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Anche ieri è andato in scena l’ennesimo rally di Wall Street con tutti i principali indici USA in rialzo di circa il 2% e i tecnologici ancora una volta a fare da traino alla corsa al rialzo. Il bilancio settimanale è arrivato a +7% per lo S&P 500 e addirittura +9% per il Nasdaq che è di nuovo prossimo ai massimi storici. Non da meno le Borse Ue con +8,7% in 4 sedute per l’Euro Stoxx 50 e oltre +10% per il Ftse Mib. 
Joe Biden si avvicina a raggiungere il traguardo dei 270 grandi elettori e diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti. Nel frattempo ieri il presidente Donald Trump ha lanciato un nuovo attacco al processo democratico del paese sostenendo che le elezioni gli sono state “rubate” e affermando, senza prove, che “vincerebbe facilmente” senza il conteggio di quei voti che ha definito “voti illegali” (voti arrivati nelle ore successive all’Election Day del 3 novembre scorso).

Mercati tifano per Congresso diviso

Ma perché la Borsa di New York ha spiccato il volo sia prima del voto (quando l’attesa era di una Blue Wave) che dopo il voto (con Biden sempre avanti, ma senza la vittoria schiacciante indicata dai sondaggi).
Gli investitori continuano a guardare con favore tutti gli aspetti positivi di una presidenza Biden, come una leadership stabile e una politica estera meno aggressiva, a cui si aggiunge l’attesa che alcuni punti del programma del candidato democratico non graditi al mercato non verranno portati avanti nello scenario che si prospetta di Congresso diviso.
A spingere gli acquisti nelle ultime 48 ore è infatti la prospettiva di un Senato controllato dai repubblicani che andrebbe a bloccare qualsiasi mossa da parte di un’amministrazione Biden volta a inasprire la regolamentazione e aumentare le tasse sulle imprese.
Il recupero delle Borse in corso di settimana è “un filo eccessivo” a detta di Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr, che ricorda come le contestazioni di Trump potrebbero prendere momentum una volta avuta la dichiarazione di vittoria di Biden. “Se è improbabile che queste possano ottenere un inversione del verdetto, il risultato pratico di un serio rinvio dell’entrata in ufficio di Biden, e quindi dell’approvazione di pacchetti di stimolo, è assai più alla portata. E potrebbero sfociare in forti proteste, in grado di incendiare il paese”, asserisce l’esperto.
In aggiunta, c’è il Covid che non risulta affatto sotto controllo negli USA. I nuovi casi hanno toccato un picco record di oltre 121 mila (dati Johns Hopkins University) ed eventuali tumulti potrebbero peggiorare una situazione già grave.

Strategist vedono l’eccesso di euforia sgonfiarsi

Tornando all’andamento euforico dei mercati, Sersale ricorda come questi tipi di movimento (+8/10% in 4 sedute) tendono a causare violente capitulation dei corti, lasciando il mercato vulnerabile a flussi di prese di beneficio o catalyst negativi. “Per questi motivi mi aspetto un consolidamento nelle prossime sedute. Il superamento della Fed potrebbe essere un banco di prova per il rally. Nello statement, le modifiche rispetto a settembre sono minime”, conclude Sersale.
Già per oggi le prospettive sono di una seduta difficile per Wall Street con i futures su Dow Jones e S&P 500 che viaggiano in calo dello 0,8% circa e quello sul Nasdaq segna -1,1%. 
Parla di movimenti del mercato “un po’ ottimistici” anche gli esperti di Federated Hermes che vedono “il rischio che una seconda ondata di COVID negli Stati Uniti venga affrontata da restrizioni più sfavorevoli dal punto di vista economico da parte di Biden, un possibile catalizzatore per un ulteriore declassamento delle stime macro e degli utili per l’anno prossimo”.