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Elezioni midterm 2018 in diretta: ecco orari voto, exit poll, risultati e scenari post voto

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E’ arrivato il gran giorno, quello in cui i cittadini americani sono chiamati alle urne per le elezioni di mid-term 2018, per rinnovare la Camera e un terzo del Senato, un referendum dell’operato del presidente Donald Trump a due anni dal suo insediamento alla Casa Bianca. I sondaggi della vigilia danno i democratici in testa con il 55 per cento contro il 42 per cento dei Repubblicani e l’ipotesi oggi più probabile è che ci sia un Congresso diviso con la maggioranza dei Repubblicani al Senato e i Democratici alla Camera.

Orari di voto, primi exit poll e risultati real time

Sono 37 gli Stati americani che permettono di votare in anticipo e nell’Early voting al 3 novembre hanno già votato 31,5 milioni di americani. I restanti aventi diritto sono stati chiamati alle urne a partire dalla prima mattina di oggi,  martedì 6 novembre, con orari  variabili a seconda dello Stato. La maggior parte dei seggi chiuderanno tra l’1:00 e le 5:00 (ora italiana). Gli Stati che chiuderanno i battenti per primi sono Florida, Pennsylvania e New York e proprio da questi si inizierà a capire la portata dell’avanzata democratica alla Camera. Per quanto riguarda il Senato i primi indizi si avranno da eventuali cambi di casacca in tre stati ora in mano ai Democratici (Indiana con chiusura dei seggi a mezzanotte, Florida all’1:00 am, West Virginia all’ 1:30 am) e uno ora in quota repubblicana (Tennessee, 2:00 am).

Gli exit poll verranno resi disponibili non appena tutti i seggi saranno chiusi, cosa che non avverrà simultaneamente considerando i diversi orari di voto. Con ogni probabilità i risultati acquisiti arriveranno all’alba europea ma non si esclude che riconteggi e accuse di brogli possano rimandare l’ufficialità dell’annuncio dei risultati, soprattutto se la conta dei voti si rivelerà particolarmente serrata. Inoltre l’alta affluenza alle urne e la dimensione di alcuni stati possono portare a ulteriori ritardi.  Qui dove seguire i risultati in diretta.

Scenari e probabilità

Lo scenario base, quotato al 70%  secondo la media di bookmakers e dei siti di analisi politica più gettonati prevede che la Camera vada ai Democratici (con circa 10 seggi di maggioranza) e il Senato ai Repubblicani (con l’incremento di 1 o 2 seggi rispetto all’attuale 51-49). Le code, rappresentate dagli scenari cosiddetti Red Wall (mantenimento dello status quo con i Repubblicani in controllo di tutto il Congresso) e Blue Wave (Camera e Senato ai Democratici) si erano assestate da un po’ su un 15% ciascuna. Una recente striscia di sondaggi favorevoli ai Democratici sembra avere mosso l’ago della bilancia a favore di questi ultimi con la Blue Wave salita a 19% e il Red Wall sceso al 12%.

“In ogni caso è molto probabile che entro la fine di questa settimana – si legge nello speciale elezioni midterm di JCI – l’attenzione di investitori e analisti, almeno per quanto riguarda temi riguardanti gli Stati Uniti, si sposterà su obiettivi diversi, più o meno lontani: le Presidenziali del 2020, le indagini del commissario speciale Robert Mueller, la continuazione del ciclo di rialzi della Fed (e le reazioni di Trump), l’incontro tra Trump e Xi”.

 

Wall Street cosa fa nell’anno post midterm?

Per chi vuole affidarsi ai numeri, Wall Street tende a non deludere nell’anno successivo alle elezioni di metà mandato. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale si sono tenute 18 elezioni di metà mandato e addirittura in nessun caso un anno dopo l’S&P 500 era più basso che alla vigilia del voto.

 

Possibili effetti post-elettorali (indipendentemente dal responso delle urne)

Qualche analista ha fatto notare come negli ultimi anni dopo elezioni particolarmente incerte (Brexit, Presidenziali US, referendum italiano) il fatto stesso di averle lasciate alle spalle, indipendentemente da un esito che veniva considerato ex-ante potenzialmente infausto per il mercato, ha generato ritorni positivi nelle settimane e mesi successivi. “Personalmente faccio fatica ad estrapolare conclusioni prendendo spunto da un periodo (2016, l’anno degli appuntamenti elettorali sopra citati) in cui la liquidità in eccesso abbondava – puntualizza Alessandro Balsotti, Strategist e Gestore del JCI FX Macro Fund – differentemente dal contesto verso cui ci stiamo inesorabilmente muovendo. Più interessante forse un’analisi (Deutsche Bank, vedi grafico sotto) sul comportamento di Wall Street a valle di elezioni di metà mandato che si prospettavano particolarmente incerte e che suggerisce scenari positivi”.