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Effetto Draghi ancora a Piazza Affari: Ftse MIb oltre 23mila, spread sotto quota 100

Non si arresta la voglia di rialzi a PIazza Affari, con lo spread che si mantiene ancora sotto il muro dei 100 punti base. A Milano si sente ancora l’effetto …

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Non si placa la voglia di rialzi a Piazza Affari che sfonda il muro del 23mila punti. Quando è trascorsa meno di un’ora dall’avvio delle contrattazioni l’indice Ftse Mib avanza dello 0,65%, scambiando a 23.050 punti. E’ stata una settimana di acquisti sul listino milanese: ieri il Ftse Mib ha chiuso con un +1,65% a 22.900 punti, sui massimi da febbraio 2020, cavalcando l’ulteriore discesa dello spread. Il differenziale di rendimento tra Btp a dieci anni e il Bund è infatti sceso sotto la soglia dei 100 punti base per la prima volta da fine 2015, e anche stamattina continua a viaggiare sotto il muro di quota 100.

Bancari ancora in prima fila: effetto Draghi continua su spread

Anche stamattina i bancari mostrano immediatamente i muscoli a Piazza Affari. La migliore è Bper Banca (+2,2%) che in settimana ha presentato i conti per il 2020 e per l’ultimo trimestre dell’anno. Oggi spetterà invece a Intesa Sanpaolo (+2%) comunicare al mercato i risultati finanziari. Stando alle previsioni degli analisti intervistati da Bloomberg, i risultati del quarto trimestre del 2020 della banca guidata da Carlo Messina sono stati colpiti da alcune poste straordinarie di bilancio, oltre a essere stati complicati dall’inclusione delle attività di Ubi Banca, dopo la fusione tra i due istituti. I mercati hanno già avuto modo di vedere l’impatto dell’integrazione sulla trimestrale di Ubi Banca. Tra le big del comparto finanziario tonica anche Unipol che segna un rialzo di quasi il 2 per cento.
Dopo lo scatto della vigilia in scia alla positiva valutazione di BofA, Pirelli finisce oggi nelle retrovie con un calo di quasi tre punti percentuali. Debolezza anche per Enel (-0,3%) che ieri a mercati chiusi ha comunicato i numeri 2020. La maggiore blue chip di Piazza Affari ha diffuso i risultati preliminari 2020 che mostrano ricavi pari a 65 miliardi di euro, in diminuzione del 19,1% rispetto al 2019, per effetto del Covid, che ha ridotto la vendita e il trasporto di energia, e per l’evoluzione negativa dei tassi di cambio, in particolare in America Latina. L’indebitamento finanziario netto a fine 2020 è pari a 45,4 miliardi, in miglioramento rispetto alle attese. I numeri dettagliati arriveranno il prossimo 18 marzo.

La scena nazionale, con le consultazioni di Draghi

Il tema politico resta in primissimo piano in Italia. Grande attesa per le consultazioni iniziate ieri dal premier incaricato Mario Draghi e che si concluderanno sabato mattina. Pieno sostegno è arrivato da Azione ed Europa+. Anche il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha apertamente espresso il sostegno a Draghi e sarà direttamente l’ex premier a guidare la delegazione di Forza Italia attesa oggi da Draghi, insieme a Leu, Italia Viva, Fratelli d’Italia e Pd. Ancora incerta la posizione che prenderanno Lega e del M5S. Come sottolinea Annalisa Piazza, fixed-income research analyst di MFS IM“il compito non sarà facile. Draghi potrebbe trovare un ampio consenso nel momento in cui si tratta di portare il Paese fuori dall’emergenza, ma sarà difficile per lui includere nel programma riforme strutturali impopolari (almeno per ora). La distribuzione dei 210 miliardi di euro di risorse provenienti dal Recovery Fund rappresenta un importante incentivo per tutti i partiti a sostenere il governo, poiché potenzialmente nel medio termine il programma potrebbe plasmare il Paese”.
Dal punto di vista dei mercati, aggiunge l’esperta, l’annuncio della nomina di Draghi ha portato a un’importante contrazione dello spread BTP/Bund in quanto l’ex presidente della Bce è percepito come la soluzione ottimale per la situazione italiana attuale. “Un governo ibrido, con un ampio sostegno in Parlamento, rappresenta infatti lo scenario migliore relativamente all’andamento dello spread nei prossimi 12 mesi – conclude Annalisa Piazza -. L’entità della sua contrazione dipenderà da come (e se) Draghi sarà in grado di utilizzare le risorse UE in modo efficiente e portare a un miglioramento della crescita potenziale italiana”.

Sul piano internazionale

Intanto sul piano internazionale, i mercati tornano a guardare al piano di stimolo economico negli Stati Uniti proposto dal presidente Joe Biden dal valore di 1,9 trilioni di dollari. La giornata sarà poi movimentata da alcuni importanti dati macro, tra cui spiccano quelli sul lavoro americano. Nel primo pomeriggio infatti verranno diffusi il tasso di disoccupazione, la variazione degli occupati nei settori non agricoli (le cosiddette non-farm payrolls) e l’andamento dei salari relativi al mese di gennaio. L’agenda macro di oggi prevede anche le vendite al dettaglio dell’Italia e la bilancia commerciale degli Stati Uniti.