Dollaro sotto pressione con fase risk-on. Tra i catalyst audizione di Warsh
Il recupero degli asset rischiosi sta ridisegnando gli equilibri sui mercati globali, con un progressivo indebolimento del dollaro che riflette questa nuova fase risk-on. Tuttavia, secondo ING, il quadro resta tutt’altro che lineare e la sostenibilità di questo movimento appare ancora tutta da verificare.
“Gli asset rischiosi si stanno riprendendo bene, poiché gli investitori continuano a posizionarsi in vista di una de-escalation in Medio Oriente“, sottolinea Chris Turner di ING, evidenziando come il flusso di capitali stia tornando verso azioni e valute emergenti, tipicamente più sensibili al ciclo economico e caratterizzate da rendimenti più elevati. Questo riposizionamento ha innescato un generale indebolimento del biglietto verde.
Dollaro e tre variabili cruciali, secondo ING
Nonostante ciò, il tema chiave resta la tenuta di questo trend nel medio periodo. “Ci chiediamo se le condizioni siano ancora favorevoli a un calo sostenuto del dollaro”, prosegue ING, mettendo in evidenza tre variabili cruciali: la traiettoria della politica monetaria della Federal Reserve (Fed), la dinamica della crescita globale e i flussi internazionali verso gli asset statunitensi. In particolare, eventuali segnali di riduzione dell’esposizione degli investitori esteri sull’equity USA o un aumento delle coperture in dollari potrebbero rapidamente invertire la tendenza.
Sul fronte macroeconomico, l’attenzione si concentra ora sulla Federal Reserve e sulle indicazioni emerse dal Beige Book in vista della riunione del FOMC del 29 aprile. Il rapporto descrive un’economia statunitense in una fase di stagnazione o moderata espansione, caratterizzata da una crescente divergenza tra fasce di reddito.
Secondo ING, “la dinamica a K è pienamente in atto”, con le famiglie a basso reddito sotto pressione mentre quelle più abbienti continuano a sostenere i consumi. Il mercato del lavoro, al momento, mostra una buona resilienza, ma emergono segnali di tensione sul fronte dei margini aziendali.
Questo contesto, tuttavia, non appare sufficiente a giustificare un imminente cambio di rotta della banca centrale. ING evidenzia come la Fed si trovi in una posizione di “comfort” con un tasso di riferimento al 3,75%, in assenza di un deterioramento significativo del mercato del lavoro o di un’accelerazione delle pressioni inflazionistiche di secondo livello. “Le ragioni per un nuovo allentamento monetario devono ancora essere dimostrate“, rimarca la banca. In prospettiva, i mercati restano in attesa di nuovi catalyst, tra cui l’audizione di Kevin Warsh, che potrebbe fornire indicazioni sulla futura direzione della politica monetaria americana.
Attese per il dollaro
A meno di notizie negative provenienti dal Medio Oriente, gli asset rischiosi dovrebbero rimanere leggermente in rialzo e il dollaro leggermente in ribasso oggi, ma ING non vede “le condizioni per un immediato ritorno del Dollar Index ai minimi dell’anno a 96”. Oggi sono previsti alcuni interventi dei membri della Fed e la pubblicazione dei dati settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione.