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Dicembre da incorniciare per i Btp, tassi ai minimi da luglio. Spread sotto 250 e banche in volata

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Sponda dell’asta BTP per lo spread che oggi allunga sotto la soglia dei 250 punti base, sui minimi dal 28 settembre scorso, ossia quando l’Italia indicò all’Europa l’obiettivo di deficit al 2,4%.  Nell’ultimo mese, ossia da quando il governo M5S-Lega si è mostrato propenso a rivedere l’obiettivo di deficit, il rendimento del Btp è sceso costantemente segnando un restringimento ancora più marcato rispetto a quello che si evince dal calo dello spread. Infatti il tasso del Btp decennale è sceso di circa 100 punti base dai picchi toccati a ottobre. Lo spread Btp-Bund è sceso invece di circa 75 pb complice in contestuale calo del rendimento del Bund tedesco.

Sorridono anche le banche con rialzi superiori al 5% per Banco BPM, +4,2% UBi, circa +2,5% per le big Intesa e Unicredit.

 

Asta Btp: tassi scendono ai minimi da aprile

L’ultima asta del 2018 ha visto l’assegnazione di titoli a media-lunga scadenza con i tassi dei Btp a 5 e 10 anni che scendono entrambi ai minimi dallo scorso aprile. Nel dettaglio il Tesoro ha allocato Btp a 5 anni per 2 miliardi di euro, il massimo dell’importo offerto, al rendimento medio dell’1,79%, in calo di 59 punti base rispetto all’asta di un mese fa e sui minimi dallo scorso aprile. Il rapporto di copertura è stato 1,34. In calo anche i rendimenti del decennale con scadenza dicembre 2028, assegnati per 1,51 mld con tasso medio del 2,7% (-54 pb rispetto ad asta precedente). Il rapporto di copertura è stato 1,53. Il decennale con scadenza febbraio 2028 è stato invece assegnato al rendimento del 2,5% per complessivi 738 mln. Assegnati anche CCTeu per 750 mln al rendimento medio dell’1,81% (-51 pb).

Conte: debito incute timore, ma non è così spaventoso

Oggi sul debito italiano si è espresso il premier Giuseppe Conte. Nella conferenza stampa di fine anno il primo ministro ha detto che il debito “incute un certo timore a guardarlo ma se aggiungiamo altri fattori si può scacciare questo timore, è qualcosa con cui conviviamo da anni e non così spaventoso“. Conte ha elencato alcuni punti di forza dell’economia italiana, la terza dell’Eurozona, la seconda industria manifatturiera europea. Inoltre molti Paesi hanno un debito più contenuto, ma non hanno l’elevatissimo risparmio privato che caratterizza l’Italia.

Il debito italiano è superiore al 130% del pil, il secondo più alto rapporto nell’area dell’euro dopo la Grecia.

Conte ha poi difeso la Manovra 2019 ribadendo che non è stata scritta da Bruxelles. La negoziazione che ha scongiurato la procedura d’infrazione ha riguardato solo i saldi finali, non i contenuti della legge di bilancio.

I negoziati con Bruxelles hanno portato l’obiettivo di deficit dell’Italia al 2,04% da una proposta originaria del 2,4 per cento. Ieri sera il ministro delle finanze Giovanni Tria ha detto che l’accordo raggiunto con l’Unione europea rappresenta il miglior risultato possibile.

Salasso spread: maggiore spesa per interessi per 4 mld nel 2019

Nonostante la forte contrazione, lo spread risulta ancora quasi il doppio rispetto al livello della prima metà di maggio (130 punti). Inoltre, come precisa l’Osservatorio dei conti Pubblici diretto da Carlo Cottarelli, nel periodo giugno-novembre sono stati emessi titoli con spread anche più elevati e su questi, indipendentemente da quello che accadrà in futuro ai tassi di interesse, si pagheranno interessi più elevati di quanto sarebbe stato ipotizzabile a inizio maggio. Ipotizzando uno spread a 250 pb, l’Osservatorio CPI stima una maggiore spesa per il 2019 di circa 4 miliardi, che crescerà 6,6 miliardi nel 2020 e a 8,6 miliardi nel 2021.