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Deutsche Bank non esclude M&A, febbre risiko premia UniCredit e Banco BPM. Che brindano anche a Lagarde

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Effetto Deutsche Bank sui titoli delle banche europee: le dichiarazioni rilasciate dal numero uno Christian Sewing rinfocolano le speculazioni di operazioni di M&A nel settore bancario. In un’intervista rilasciata a Bloomberg TV, l’AD della prima banca tedesca non ha escluso l’opzione di valutare, anche all’inizio del 2021, operazioni di fusioni o acquisizioni.
L’importante, ha sottolineato, è che Deutsche Bank non sia la preda. Bloomberg ha precisato che “Sewing non ha detto se e quando sarebbe pronto a considerare l’ipotesi di concludere un grande deal” di M&A e che il manager ha “reiterato, anche, che non vuole che Deutsche Bank diventi un target di takeover in qualsiasi tipo di transazione”.

DB farebbe tutt’al più la parte dello squalo, insomma, di certo non del pesce più piccolo.
Fondamentale è assicurarsi che la banca tedesca non finisca con il diventare un “partner junior”, per dirla con le parole del ceo. L’opzione M&A verrebbe considerata, inoltre, solo a determinate condizioni: il prezzo del titolo dovrebbe recuperare terreno, così come la redditività della banca.
La cautela è d’obbligo, visto che la cosa più cruciale per l’istituto è completare il piano di rilancio strategico: E “abbiamo detto che il 2019 e il 2020 sono anni chiave”. Se poi la valutazione della banca dovesse migliorare, “allora ci troveremmo in una posizione diversa, in una posizione migliore”, e un deal potrebbe concretizzarsi anche all’inizio del prossimo anno.
Le dichiarazioni vengono rilasciate in un momento in cui la febbre M&A è già esplosa, complice anche la benedizione della Bce e l’interesse di diverse banche a crescere, per riuscire a navigare meglio in un contesto sempre più incerto.
Bloomberg ricorda di aver riportato lo scorso mese rumor secondo cui il presidente di UBS Axel Weber aveva stilato una lista dei potenziali candidati a una fusione, e come da questa lista proprio Deutsche Bank fosse emersa come tra gli scenari più favoriti. Già l’anno scorso le banche avevano avuto contatti informali e, in base all’agenzia di stampa, Sewing sarebbe favorevole a un deal con il colosso svizzero.
Le sirene di M&A tornano ad ammaliare anche i titoli delle banche italiane: UniCredit balza di quasi +5%, Bper del 3,9%, Banco BPM fa quasi +5%, così come i buy tornano anche su Credito Valtellinese, che vede le quotazioni salire di oltre +4,5%.
C’è da dire che i titoli delle banche italiane non stanno salendo ‘solo’ per le dichiarazioni di Christian Sewing. Le parole della numero uno della Bce Christine Lagarde hanno infatti rafforzato l’azionario europeo e, in particolare, i titoli bancari. In una intervista al Wall Street Journal, Lagarde ha confermato di essere pronta ad agire di nuovo, non escludendo neanche nuovi tagli ai tassi. D’altronde, l’Europa rimane ostaggio della pandemia da coronavirus e, come ha detto Lagarde, la ripresa economica inizia a traballare sotto i colpi del Covid.
Detto questo, nelle ultime settimane diversi sono stati i rumor che hanno interessato le banche italiane, in particolare Banco BPM, entrata nelle mire di Credit Agricole, che avrebbe scaricato invece Creval come opzione. Tutto questo, mentre il Mef non riesce proprio a trovare la sposa perfetta a cui scaricare la grana Mps (il cui titolo agguanta il territorio positivo dopo i rumor, sottoperformando tuttavia il mercato e il settore bancario con un timido +0,66%) anche se qualcuno fa notare che a UniCredit farebbe comodo fare un favore al Mef.
In ogni caso, secondo Sewing il dado è ormai tratto:
“Il consolidamento in Europa deve esserci”, ha detto, ricordando che finora, la maggior parte dei deal che sono stati conclusi nel settore bancario europeo, è avvenuta su base domestica (vedi Intesa SanPaolo-Ubi, Caixabank-Bankia). E questo perché, ha fatto notare il numero uno di Deutsche Bank, ci sono ostacoli normativi a fusioni cross-border. Intanto Bloomberg fa notare un piccolo particolare: con il suo valore di mercato azzoppato dai sell che si sono abbattuti sul titolo nel corso degli anni, Deutsche Bank non potrebbe prendere tanto le parti dello squalo, quanto quelle del pesce più piccolo. “Il valore di mercato pone la banca in una posizione di subordinazione, nei confronti di quasi tutti i partner che abbiano una dimensione simile. La sua capitalizzazione è di $18 miliardi, rispetto ai $41 miliardi di UBS”.
Il titolo Deutsche Bank ha iniziato la fase di recupero all’inizio del 2020, salendo del 12% circa: UBS è rimasta quasi invariata mentre gli altri titoli bancari hanno perso quasi un terzo della loro capitalizzazione di mercato.