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Dalla benzina alle carote: la top ten dei rincari alimentari e non

Pubblicato 17 Marzo 2022 Aggiornato 19 Luglio 2022 17:32
Rincari generalizzati sui beni alimentari. L'Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat resi noti ieri per stilare la classifica dei prodotti che hanno registrato i maggiori rincari, sia dei prodotti non alimentari che alimentari. In testa alla top 20 dei prodotti alimentari si confermano, come nel mese precedente, le pere che costano il 32,2% (erano a +31%) in più rispetto a febbraio 2020. Al secondo posto Radici, bulbi non amidacei e altri vegetali (carote, finocchi, cipolle, aglio, asparagi, carciofi) salite del 21,5% in un anno. Sul gradino più basso del podio l'olio diverso da quello di oliva che vola del 19,1%. Al quarto posto Altri vegetali coltivati per frutti (cetrioli, melanzane, zucchine, piselli, peperoni, fagiolini) che svettano del 18,7%. Seguono i pomodori con un incremento del 15,5% e al sesto posto il prodotto simbolo della cucina italiana, la pasta (secca e fresca), con +14,6%. Al settimo i cavoli (+11,2%), il burro (+11,1%) e, ex aequo, Arance e pesche (entrambe a +10,1%). Chiudono la top ten i frutti di mare con +10%. In undicesima posizione l'insalata, +9,2%, segue la Farina (+8,9%). La carne più rincarata è il pollame (+5,9%, in 18° posizione), anche se meno del pesce (+6,2%). In 16° posizione il pane confezionato con +6,3%, molto meno del pane fresco, fuori dalla top 20 con +4,6%. Non in classifica anche l'olio di oliva (+4,2%), il riso (+3,5%), le uova (+3,5%) e il latte, con quello conservato che sale del 3,4% mentre quello fresco intero registra un contenuto +1,4%. Chiude la top 20 lo zucchero con +5,3%. In testa alla top ten dei prodotti non alimentari, l'Energia elettrica mercato tutelato che vince con un astronomico +103,4% rispetto a febbraio 2020. Al secondo posto il Gas del mercato tutelato, +86,5%. Medaglia di bronzo l'Energia elettrica del mercato libero, dove, prevalendo contratti a prezzo fisso, si registra un incremento più basso del tutelato, +64,9%. Si ricorda che il dato tendenziale del gas del mercato libero non è disponibile, essendo entrato solo quest'anno nel paniere Istat. Al quarto posto Altri carburanti (Gpl, metano) con +38,7%, poi i Voli intercontinentali, che letteralmente decollano del 27,8%, il Gasolio per riscaldamento (+24,6%), in settima posizione il Gasolio per mezzi di trasporto (+24%), seguito a ruota dalla benzina (+21,9%). Primo dei beni non energetici, anche se sempre collegato al mondo dei motori, le autoscuole con +16,1%. Chiudono la top ten i Pacchetti vacanza nazionali che salgono del 14,6%. "I rialzi dei beni energetici hanno fatto decollare i prezzi della verdura, sia per via delle serre che dei costi di trasporto su gomma. La pasta continua a rincarare, ma per ora secondo il trend in salita iniziato a partire dal mese di settembre 2021 è legato al crollo delle importazioni dal Canada (nel 2021 -59,6%). Se ci saranno in futuro speculazioni legate alla guerra in Ucraina, dalla quale non importiamo frumento duro, le denunceremo all'Antitrust. Ricordiamo che Russia e Ucraina hanno per il frumento duro solo il 2,3% dell'export mondiale e quasi inesistente per l'Italia. Per quanto riguarda il pane fresco, invece, cresce del 4,6%, con un incremento mensile dello 0,8%, ma, fino a questo momento, il trend sembra essere legato al rincaro dei beni energetici iniziato a ottobre, mese dal quale il prezzo è iniziato ad aumentare (+1,4% il dato tendenziale di ottobre, +2,5% a novembre, +3,3% a dicembre, +3,8% a gennaio, +4,6% a febbraio). Non per niente il pane confezionato sale più di quello fresco. Se, però, a marzo dovesse registrarsi un'impennata anomala, segnaleremo anche il pane all'Antitrust" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.