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Cybersecurity, robotica, tecnologie disruptive e tanto altro: come i grandi megatrend battono i mercati

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I Megatrend sono delle dinamiche strutturali di lungo periodo, delle forze economiche, sociali, tecnologiche e ambientali che indirizzano l’evoluzione della società e dell’economia rimodellando radicalmente il mondo che ci circonda. Possono essere di diversa portata, ma riescono ad influenzare numerosi aspetti della vita di ogni persona in maniera più o meno dirompente. Per dare un’idea dei Megatrend, basti pensare alle trasformazioni nella produzione di energia pulita o all’invecchiamento della popolazione, ma soprattutto alle nuove tecnologie. Cloud computing, Big data, robotica, le prospettive dell’High Tech sono state analizzate in uno studio sinergico tra Università degli Studi di Siena e la Gestione Fondi di Previdenza di Banca MPS condotto da Paolo Ceccherini con Carmen Napolitano sotto la supervisione del dir. Andrea Turrini Vita e del Prof. Michele Patanè ed avente come  obiettivo,  quello di  capire il Megatrend tecnologico in prospettiva di investimento di lungo periodo in un mix tra rendimento, controllo del rischio e costruzione di portafogli finanziari in grado di  navigare tra le fluttuazioni dei mercati sempre più severe ed imprevedibili.

 Cosa significa investire nel Megatrend tecnologico?

L’obiettivo dello studio è quello di capire nel dettaglio il complesso di opportunità che si celano dietro al Megatrend tecnologico. Dalla Cybersecurity alla Future mobility, sono otto i comparti analizzati sulla base della tassonomia proposta dall’index provider MSCI e che permettono all’investitore di allineare i propri portafogli alle grandi evoluzioni del Big Tech:
Nel dettaglio i comparti:

  1. Robotics: focalizzato su aziende che adottano robot e automazione nei loro processi produttivi;
  2. Cybersecurity: il settore ingloba tutte le società che forniscono protezione contro gli attacchi informatici;
  3. Digital Economy: l’obiettivo è sfruttare i vantaggi offerti dall’economia digitale;
  4. Future Mobility: e-Mobility, guida autonoma, mobilità condivisa e nuovi mezzi di trasporto, sono questi gli obiettivi delle società del comparto;
  5. Fintech Innovation: prodotti e servizi innovativi nel settore finanziario;
  6. Disruptive Technology: focus su aziende che offrono soluzioni di «tecnologie dirompenti» rispetto al business esistente;
  7. Next Generation Internet Innovation.: si concentra sulle società impegnate in: Share Economy, Internet of Things, Big Data e Social Media;
  8. Autonomous Technology: focus sull’automazione dei processi di prodotti e servizi.

Ciascuno di questi comparti composto da aziende quotate sui listini di ogni area geografici, è stato confrontato con il mercato azionario globale in particolare con l’indice MSCI ACWI. L’orizzonte temporale a cui si riferisce l’analisi è di quattro anni dal gennaio 2017 a gennaio 2021. I risultati mostrano che ogni tema tecnologico sovraperforma l’equity azionario tradizionale confermando la poderosa crescita del comparto unito alle elevate potenzialità per gli ampi margini di crescita offerti da questo settore ancora lontano dal poter essere considerato maturo.

Figura 1: Dettaglio dei risultati per singolo comparto tecnologico (gennaio 2021-gennaio 2017)
Pur non trattandosi di un divario considerevole, in termini assoluti la performance maggiore è stata registrata dal FinTech Index, seguito dal New Generation Internet Innovation Index.
Il Covid-19 infatti, sembra non aver scosso questo comparto il quale ha saputo resistere ed adattarsi all’emergenza sanitaria e alla difficile congiuntura economica registrando una grande crescita soprattutto nei rami della sicurezza, scambio dei dati e servizi di pagamento.

Cavalcare il trend della tecnologia? Ecco alcuni dei principali strumenti di investimento

All’interno del Megatrend tecnologico è stata effettuata un’ulteriore analisi volta ad individuare ed analizzare i principali strumenti tematici in un’ottica d’investimento.
Nello specifico sono stati analizzati tre ETF e tre Fondi attivi, tutti esposti al tema tecnologico con focus sul settore della robotica e dell’automazione dei processi.

  1. Automation & Robotics ETF: Focus su aziende che stanno sviluppando tecnologie nei campi dell’automazione dei processi e della robotica;
  2. Global Robotics and Automation ETF: le aziende oggetto d’investimento sono specializzate nei due sottosettori robotici della Tecnologia e delle Applicazioni;
  3. Robotics & AI ETF: si tratta di aziende perlopiù attive nel campo dell’AI;
  4. Thematics AI and Robotics Fund: l’investimento si orienta alle aziende impegnate nell’automazione industriale, medicale, domestica, produzione di software di progettazione e supply chain;
  5. Framlington Robotech Fund: focus sui settori Industriale, Automotive, dell’ Health Care e in generale sul comparto tecnologico;
  6. Disruptive Technology Fund: la parola chiave del fondo è “tecnologie dirompenti”. Sono incluse tutte le società innovative di Cloud Computing, AI e Robotica.

L’analisi quantitativa effettuata per i Benchmark è stata ripetuta anche per gli strumenti finanziari selezionati. Per la costruzione del modello sono stati utilizzati i prezzi di chiusura storici di ogni fondo, su un orizzonte temporale più breve due anni, precisamente dal gennaio 2019 al gennaio 2021. I dati sono stati analizzati su base giornaliera, in seguito sia i rendimenti che le deviazioni standard sono stati annualizzati considerando l’anno come intervallo temporale di riferimento nell’esplicazione dell’intero studio. Inoltre, per il calcolo del rendimento sono stati considerati anche i relativi costi di gestione.
Dall’analisi è emerso che l’ETF Robotics & AI (ROAI) sovraperforma il benchmark target registrando un rendimento annualizzato del +42% ed  una volatilità del +29% confermandosi come lo strumento più attraente nell’orizzonte temporale considerato. Tuttavia è opportuno notare come tutti e sei gli strumenti analizzati offrano un rendimento superiore al 30%

Figura 2: Dettaglio dei risultati per singolo strumento analizzato (gennaio 2021 – gennaio 2019)
Successivamente sono stati calcolati l’Indice di Sharpe, l’Indice di Sortino e infine l’Information Ratio. In tutti e tre i casi si tratta di indicatori utili a testare l’efficienza degli strumenti finanziari analizzati.
Dalla tabella sottostante si evince che anche in termini di efficienza l’ETF Robotics & AI è risultato essere il migliore sia econdo l’Indice di Sharpe,  rapportando il rendimento al rischio misurato come deviazione standard e, sia con l’Indice di Sortino che invece sfrutta il concetto di Downside Risk che invece considera la semi-deviazione individuata nella parte di volatilità al di sotto della media dei rendimenti.

In merito al terzo e ultimo indicatore calcolato occorre invece prestare attenzione al suo denominatore espresso in termini di TEV; un suo elevato valore  rispetto al benchmark riduce in termini assoluti il valore dell’IR, risultato non trascurabile ai fini della nostra analisi e selezione degli strumenti d’investimento.