Crollo di Meta & co a Wall Street, spettro ‘Big Tobacco Moment’ per i re dei social
Fonte immagine: Getty
Giovedì da incubo a Wall Street per Meta e altre big dei social media. A scatenare i sell sono i timori delle possibili ricadute della sentenza di di condanna per Meta e Google a risarcire con 6 milioni di dollari per aver favorito la dipendenza dai social media, causando gravi disagi psicologici a una giovane utente.
La sentenza che fa tremare Zuckerberg
Ieri sera una giuria di Los Angeles ha stabilito che Meta e YouTube hanno contribuito ai problemi di salute mentale di una ragazza di 20 anni a causa di funzionalità che creano dipendenza presenti nelle loro app. Anche Snap e TikTok erano imputati nel processo in California, ma entrambe hanno raggiunto un accordo con il querelante prima dell’inizio del processo.
Martedì invece una giuria del New Mexico ha stabilito che Meta aveva tratto in inganno i clienti ed esposto i minori a contenuti dannosi condannandola al pagamento di 375 milioni di dollari di sanzioni civili. In New Mexico, il procuratore generale ha inquadrato il caso come una violazione della legge statale sulla tutela dei consumatori (inganno nei confronti dei genitori).
A destare preoccupazione non è l’entità delle cifre da corrispondere, ma il precedente che queste decisioni creeranno; il timore è che possano essere le prime di una lunga serie di multe derivanti da nuovi casi e contenziosi. Sul mercato ieri ha preso piede progressivamente il paragone con le pressioni legali esercitate sull’industria del tabacco qualche decennio fa.
I colossi tech affermano di non essere responsabili per i contenuti di terzi pubblicati sulle loro piattaforme, citando la Sezione 230 del Communications Decency Act del 1996. Un portavoce di Meta ha dichiarato al Wall Street Journal che “la salute mentale degli adolescenti è profondamente complessa e non può essere ricondotta a una singola app”.
“A meno che Meta e Google non siano fiduciose che la Corte Suprema alla fine le tutelerà, le sentenze di questa settimana (soprattutto se replicate a San Francisco quest’estate) potrebbero indurre Meta e Google a riprogettare i propri servizi per gli adolescenti e a valutare accordi finanziari con altri querelanti”, rimarca Paul Gallant, analista di TD Cowen.
Per Meta c’è anche il nodo AI
Ieri il titolo Meta è scivolato indietro di quasi l’8% toccando i minimi a 10 mesi in area 547,5 dollari. Da inizio anno il saldo è negativo di oltre il 17%. Le azioni hanno perso oltre il 25% rispetto al massimo storico di 796,25 dollari raggiunto lo scorso agosto.
A pesare sul titolo del colosso guidato da Mark Zuckerberg sono anche le ingenti spese nell’AI accompagnate alle difficoltà nel creare un modello AI in grado di competere con OpenAI, Anthropic e Google.
Ieri intanto Meta si appresta a licenziare 700 dipendenti. Secondo il New York Times, le divisioni interessate includono Reality Labs, social media, vendite e acquisizione di talenti.
Affondano anche Snap e Reddit
In affanno ieri anche la stessa Alphabet arrivate a cedere il 3% circa a 280,7 dollari.
Anche altri titoli del settore dei social media hanno subito forti cali: Reddit ha perso quasi il 9%, Pinterest il 3% e Snap, la società madre di Snapchat, il 10% piombando ai nuovi minimi storici (-50% Ytd), complici anche le indagini in Europa in merito alle sue politiche di sicurezza dei minori.
Meta, Google, Snap e ByteDance (società madre di TikTok) dovranno affrontare prossimamente migliaia di cause legali che sostengono che le loro piattaforme di social media abbiano danneggiato la salute mentale di adolescenti e giovani utenti.