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Crescita Italia: audizioni su manovra, scetticismo su stime governo da Corte Conti e Upb

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Sulla possibilità che il Pil italiano cresca, il prossimo anno, al ritmo dell’1,5% – come previsto dal governo M5S-Lega – la Corte dei Conti ha affermato che un tale target richiederebbe una ripartenza “particolarmente vivace e una ripresa duratura” dopo la stagnazione che ha caratterizzato il terzo trimestre.

Il problema è che, “al di là delle quantificazioni degli effetti della manovra, tema cruciale è, in questa fase, l’entità del deterioramento in atto delle tendenze economiche di fondo e, quindi, dei possibili risvolti sul quadro di finanza pubblica a legislazione vigente”.

Occhio anche a quanto detto, sempre nel corso delle audizioni sulla manovra alle commissioni di Bilancio della Camera, il numero uno dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Giuseppe Pisauro.

Dopo la definizione del quadro macroeconomico della Nadef, ha fatto notare Pisauro, sono emersi “nuovi segnali di rallentamento ciclico”, tanto che l’Istat, a fine ottobre, attraverso la stima preliminare del Pil, “ha certificato la stagnazione in estate dell’attività economica”.

Pisauro ha continuato, affermando che i dati congiunturali più recenti “prospettano la prosecuzione della fase di debolezza congiunturale anche nella parte finale dell’anno in corso”.