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Credito famiglie: crollo dei prestiti a causa della pandemia, rischiosità in aumento

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La pandemia Covid-19 ha provocato un brusco arresto del credito al consumo. Secondo l’Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia, nei primi nove mesi del 2020 le erogazioni si sono ridotte di circa un quarto (-24,8%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel terzo trimestre si registra, tuttavia, un parziale recupero, in linea con il graduale miglioramento degli indicatori macroeconomici durante i mesi estivi e con l’allentamento delle misure a contenimento della pandemia in atto. Con l’arrivo della seconda ondata di contagi, i flussi di credito al consumo mostrano un nuovo peggioramento, sebbene con cali più contenuti rispetto a quelli registrati in primavera, mentre prosegue la ripresa dei mutui d’acquisto e la crescita delle surroghe, che tuttavia comincia a mostrare segnali di rallentamento.

I prestiti personali risultano la forma tecnica che più ha risentito della crisi in atto e chiudono i primi 9 mesi del 2020 registrando un -35,4%, rimanendo in territorio negativo anche nel terzo trimestre del 2020 (-25%). Crescono invece le erogazioni complessive di mutui immobiliari, (+12,7%), trainate dal boom delle surroghe.

Nel corso del 2020 la rischiosità nel credito al dettaglio ha invertito la tendenza evidenziata nelle più recenti rilevazioni ed è tornata a crescere, sotto la pressione dello shock economico e sanitario. Entrando nel dettaglio, per il credito al consumo a settembre il tasso di default (nella definizione a 90 past due) è salito all’1,9%. Per quanto riguarda i mutui immobiliari, dopo un lungo percorso di contenimento del
rischio che ha portato gli indicatori sui livelli più bassi dell’ultimo decennio, si è registrata una inversione di tendenza che nel terzo trimestre colloca il tasso di default all’1,4%. Complessivamente la rischiosità del credito al dettaglio rimane su livelli ancora contenuti.

Guardando avanti, solo a partire dal 2021, con il progressivo miglioramento dell’attività economica, ci sarà un maggior ricorso al credito, anche grazie a tassi di interesse che si manterranno bassi in tutto l’arco della previsione. Nel 2022 il credito al consumo tornerà a crescere in linea con l’andamento dei fondamentali macroeconomici sottostanti.

Nel nuovo contesto innescato dalla pandemia, le politiche di erogazione potrebbero essere caute date le prospettive di deterioramento della qualità del credito che richiederanno un’attenta selezione della clientela. In particolare, la rischiosità continuerà a essere un fattore di attenzione anche nel corso del 2021, a causa della dinamica del reddito e delle prospettive del mercato del lavoro, che potrebbero incidere in modo negativo sulla capacità di riprendere il pagamento delle rate al termine del periodo di sospensione legato all’applicazione delle moratorie. È invece prevista una sua riduzione nel 2022 grazie al consolidamento della crescita economica e alla minor formazione di crediti deteriorati.