News Notizie Italia Cordata per Carige non convince M5S e Lega, nazionalizzazione torna sul tavolo

Cordata per Carige non convince M5S e Lega, nazionalizzazione torna sul tavolo

Pubblicato 2 Luglio 2019 Aggiornato 19 Luglio 2022 17:17
Si profila l’ennesima settimana decisiva per il futuro di Banca Carige. La cordata a tre composta da Fondo interbancario, azionisti genovesi e banche pubbliche (Mcc e Credito Sportivo) potrebbe trovare la ferma ostilità della maggioranza di governo. Entro venerdì, intanto, la Bce dovrebbe chiedere ragguagli sull’effettiva praticabilità della soluzione "ibrida". I commissari di Carige, interpellati da Repubblica, hanno ribadito che la banca è solvibile, come già scritto il 9 maggio dopo l’addio di BlackRock.

Stando a quanto riporta oggi il quotidiano Repubblica, i responsabili dei dossier creditizi del M5s prima, e della Lega poi, dietro le quinte criticano il piano d’intervento. Servono fino a 800 milioni, secondo più ricostruzioni, per raddrizzare la banca genovese. Anche qualora la cordata li trovasse, però, manca il "partner industriale" chiamato a integrare e risollevare la Carige futura. “Questa assenza, e la contrarietà a versare 200 milioni di denaro pubblico senza avere governance o controllo della banca - che potrebbe in seguito richiedere comunque la statalizzazione hanno convinto i rappresentanti dei M5s (ma c’è il sostegno anche di qualche maggiorente della Lega), a chiedere conto alla direzione generale del Tesoro degli sviluppi”, si legge nell’articolo odierno del quotidiano diretto da Carlo Verdelli.

Le sole alternative al piano del Fitd sono la statalizzazione o la liquidazione, che già per le ex popolari venete due anni fa sollevò l’interesse postumo di Intesa Sanpaolo.