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Conti correnti: ecco cosa rischia chi ha troppi risparmi fermi in banca e come può proteggere il proprio gruzzolo

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Da Fineco a UniCredit, le banche hanno iniziato a ad applicare alcune modifiche unilaterali ai contratti per scoraggiare i clienti a lasciare liquidità ferma sul proprio conto corrente. E se finora i provvedimenti hanno riguardato solo alcuni istituti e clienti con giacenze superiori ai 100mila euro (prevalentemente clienti corporate), non è detto che in futuro possano estendersi ad una platea più ampia di risparmiatori. Come proteggersi quindi?

Cosa sta succedendo, le iniziative anti-accumulo delle banche

Gli italiani sono grandi risparmiatori. Si calcola ci siano oltre 1.745 miliardi di euro accantonati sui conti correnti italiani e sottratti alla circolazione. Un bottino che continua a crescere, soprattutto in seguito all’emergenza Covid. Prima della pandemia, a febbraio 2020, le stime riferiscono che sui conti erano depositati circa 200 miliardi in meno rispetto al 2021.
Per scoraggiare i correntisti con un’elevata liquidità ferma sul conto, le banche stanno attivando una serie di misure. Vedi Fineco, che nelle scorse settimane ha annunciato la chiusura dei conti con depositi superiori a 100 mila euro in assenza di un portafoglio titoli o di una forma di investimento, a cui ha fatto seguito UniCredit che ha deciso di spalmare i maggiori costi su tutti i correntisti titolari di un conto My Genius, alzando il canone mensile di circa il 70%.
Tra le altre opzioni prese in considerazione dalle banche per dissuadere le aziende dai depositi monstre c’è la rinegoziazione delle condizioni contrattuali, in caso di giacenza eccessiva. Da segnalare anche un sistema di commissioni proporzionate alle giacenze, che possono arrivare anche a 1.000 euro ogni tre mesi per i “salvadanai” superiori a 1 milione di euro.
“È fondamentale che i correntisti comprendano a fondo che troppa liquidità sul conto corrente, oggi, rappresenta un problema per tutti – afferma Paolo Benazzi, General Manager SOStariffe.it – Per il risparmiatore, perché il denaro sul conto tenderà inevitabilmente ad essere eroso nel tempo dall’inflazione, e per la banca, perché quei soldi bloccati sono un costo alla luce dei tassi negativi tipici di una politica monetaria espansiva della Bce. Senza dimenticare il sistema economico tutto, sul quale gravano quasi 1.800 miliardi di euro immobilizzati, completamente incapaci di creare valore”.

Come tenere il proprio gruzzolo al riparo dai rischi, soprattutto se ingente

La scelta di tenere immobile una grossa somma di denaro sul conto corrente è sempre più costosa e insostenibile per i consumatori. Una buona idea per evitare che i risparmi vadano in fumo, secondo l’analisi di SOSTariffe.it, è contattare la banca e valutare soluzioni di investimento a breve o a lungo termine. Investire parte della liquidità in eccesso in prodotti finanziari a basso rischio, ad esempio, può essere utile a non farla ‘aggredire’ dall’inflazione e dalle commissioni che la banca stessa può trovarsi costretta a imporre, proprio in virtù dei tassi di interesse negativi.
Se il proprio istituto di credito non propone soluzioni convincenti si può sempre rivolgersi ad un’altra banca o valutare di investire in altro modo il denaro in modo autonomo. Chi non ama gli investimenti, invece, può spostare i propri risparmi in un conto deposito. In alternativa le somme si possono spostare in un conto senza commissioni sulla liquidità, in tutto o solo per la parte di denaro eccedente rispetto al tetto imposto dalla banca.