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Consumi: dati Istat su vendite al dettaglio deludenti, spesa famiglie non riparte. Si spera nei saldi

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Deludenti i dati sulle vendite al dettaglio di maggio diffusi oggi dall’Istat, che ha rilevato a maggio un aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente. Questo il commento di alcune associazioni di consumatori, che sperano in segnali positivi nei prossimi mesi con i saldi estivi.

“La crescita congiunturale delle vendite è minima e spinta solo dai beni non alimentari, mentre i numeri sono ampiamenti negativi per il comparto alimentare sia in volume che in valore – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Dati che confermano l’allarme lanciato circa la crisi dei consumi che si registra in Italia: il 2021 doveva essere l’anno della ripartenza della spesa delle famiglie, ma tutte le indagini economiche dimostrano come i consumi degli italiani siano ancora fermi. E non è certo un caso se le vendite al dettaglio registrano valori ancora al di sotto dei livelli pre-Covid”.

"Dati sconsolanti e demoralizzanti. Se l'industria è già ripartita e sia la produzione che il fatturato hanno già recuperato i valori pre-crisi, le vendite sono ancora al palo. Un segno evidente della difficoltà delle famiglie di arrivare a fine mese" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "Ancor più negativo il fatto che l'Italia sia la Cenerentola d'Europa. Nonostante il dato di oggi dell'Istat non sia del tutto confrontabile con quelli resi noti nei giorni scorsi da Eurostat, è comunque certo che l'Italia, su base congiunturale, va peggio degli altri Paesi Ue che hanno registrato un rialzo medio mensile delle vendite in volume del 4,6% sia nell'Eurozona che nei 27 Paesi Ue, contro il +0,4% in volume del nostro Paese" conclude Dona.