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Confindustria, coronavirus un ‘meteorite’: ‘deficit al 5% in 2020, debito al 147%, disoccupazione oltre 11%’

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Il Centro Studi di Confindustria stima che a fine 2020 l’indebitamento delle Amministrazioni Pubbliche salirà al 5% del Pil, per poi scendere al 3,2% nel 2021. Il dato sconta anche la disattivazione completa, in deficit, della clausola di salvaguardia per un valore di 20,1 miliardi di euro (pari all’1,1% del Pil).

Il rapporto debito pubblico/Pil è atteso dagli analisti al 147% nel 2020, per l’effetto congiunto dell’ampliamento del deficit legato all’emergenza Covid-19 e della caduta del Pil nominale (-5,2%). Per il 2021, la previsione è di un calo al 144,3%.

Molto male anche per il tasso di disoccupazione, atteso salire all’11,2% dal 9,9% del 2019.

“Solo con soluzioni di salvaguardia dell’occupazione – ha avvertito il Csc nei suoi Scenari economici – si potrà contenere la distruzione di posti di lavoro”.

Gli economisti di Confindustria stimano che “l’occupazione nel 2020 cadrà dell’1,5% in termini di teste, del 2,5% in termini di Ula e del 3,1% in termini di monte ore lavorate”.

Con le imprese a rischio, l’Italia è a rischio:

“E’urgente evitare che il blocco dell’offerta ed il crollo della domanda provochino una drammatica crisi di liquidità nelle imprese: a fronte delle spese indifferibili, tra cui quelle per gli adempimenti retributivi, fiscali e contributivi, e degli oneri di indebitamento, le mancate entrate prodotte dalla compressione dei fatturati potrebbero mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa di intere filiere produttive”.

Bisogna evitare che “la crisi di liquidità diventi un problema di solvibilità, anche per imprese che prima dell’epidemia avevano bilanci e prospettive solide”.

Il coronavirus viene definito, in quanto shock che viene dall’esterno, come “un meteorite”, che rischia di provocare una “depressione prolungata” con un “aumento drammatico delle disoccupazione e un crollo del benessere sociale”.

E’ dunque vitale “agire subito, senza tentennamenti o resistenze: altri Paesi si stanno già muovendo in questa direzione”.

“Mai nella storia della Repubblica ci si è trovati ad affrontare una crisi sanitaria, sociale ed economica di queste proporzioni”.