1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Valute e materie prime ›› 

Commodity: petrolio in scia dell’accordo anti-default, penalizzate (per ora) le quotazioni dell’oro

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Le commodity festeggiano l’accordo sull’innalzamento del tetto al debito statunitense. L’accordo evita il default della prima economia ed i mercati finanziari stanno festeggiando. In scia le materie prime, con quelle energetiche in primo piano. Il petrolio statunitense dopo i 90,6 dollari di martedì scorso in questo momento registra una crescita di 1,1 dollari al barile in quota 97 dollari; sale anche il brent, il greggio del Mare del Nord, che si porta a ridosso di quota 119 dollari (+2,2 a 118,9 dollari). Denaro anche per il platino (+13$ a 1.788), per il rame (+26$ a 9.864) e per l’alluminio (+20$ a 2.642).

Vendite invece sui metalli preziosi. L’incremento della propensione al rischio sta ovviamente penalizzando l’oro e l’argento. Il primo dopo i nuovi record storici messi a segno la scorsa settimana in questo momento perde 12 dollari scendendo a 1.615 mentre l’argento con un calo di 0,4 dollari scende a 39,5. Attenzione perché l’accordo siglato da democratici e repubblicani allontana il rischio-default ma non quello di un downgrade del merito di credito statunitense. Il taglio della tripla A statunitense, probabile secondo numerosi commentatori, farebbe perdere parte del fascino esercitato sugli investitori dai Treasury. A beneficiarne sarebbero nuovamente le quotazioni del metallo giallo.