Come il Fintech sta trasformando la gestione finanziaria delle PMI italiane
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La digitalizzazione ha sicuramente rivoluzionato, in questi ultimi anni, l’economia italiana. Tuttavia, non si è limitata alle sole grandi multinazionali: è arrivata ad interessare anche e soprattutto le PMI, che restano un pilastro per il PIL nazionale. Strumenti che un tempo erano riservati a pochissimi ora sono più accessibili e dietro ai numeri incoraggianti del settore, l’ecosistema fintech mostra tutte le sue potenzialità.
Il mercato italiano in accelerazione
Il fintech continua a ridisegnare il perimetro dei servizi finanziari. Andiamo oltre la semplice etichetta, poiché in modo concreto parliamo di soluzioni che stanno cambiando la modalità in cui le imprese gestiscono tutto l’apporto economico, passando dal mobile banking ai pagamenti digitali. Negli ultimi anni l’impatto è stato evidente, e difficilmente reversibile.
E i numeri lo confermano; uno studio del 2023 dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano ha sottolineato come i pagamenti digitali abbiano ufficialmente superato quelli in contante, evidenziando una crescita dell’8,5% su base annua. E nel 2025? Una ricerca sempre del PoliMi ha evidenziato un +7% spinto soprattutto dal contactless. Un segnale chiaro che evidenzia come, dopo il rallentamento del 2023-2024, il digital finance stia tornando a crescere e mostrare i primi segnali di ripresa. Resta qualche resistenza, soprattutto tra le PMI. Ma qualcosa sta cambiando: il numero delle imprese interessate al fenomeno si allarga e non riguarda solo le startup emergenti.
Fintech: un alleato per le PMI italiane
Per le PMI, il fintech si sta rivelando, nei fatti, un alleato operativo. Automatizzare processi quali la fatturazione, il controllo dei flussi di cassa o la pianificazione del budget significa ridurre tempi e complessità. Meno burocrazia, più velocità. Attività che fino a poco tempo fa richiedevano giorni, oggi si chiudono in poche ore. E questo, per molte aziende, fa la differenza.
Fa anche piacere vedere che l’innovazione nel fintech arrivi proprio dall’Italia, con startup come Tot money, fintech milanese che ha raccolto 11 milioni di euro per semplificare la gestione finanziaria e amministrativa di imprenditori e imprese e oggi conta già migliaia di aziende clienti.
L’attivazione di un conto business online come quello di Tot viene scelta dagli imprenditori per vantaggi quali un IBAN italiano e la possibilità di potersi interfacciare con un servizio cliente reale, nonostante si tratti di un sistema al 100% digitale. La sicurezza e l’affidabilità non devono venire meno, sia nella tutela dei fondi sia nelle transazioni e Tot si muove proprio in questa direzione aggiungendo, in più, un pacchetto all-inclusive che premia la fiducia dei propri clienti con un sistema basato sulla trasparenza.
Dal proprio smartphone e tramite app, gli imprenditori possono occuparsi di tutto in pochi clic: creano e gestiscono le carte aziendali, tengono sotto controllo le note spese e possono persino gestire le fatture all’interno del conto.
Fintech e PMI italiane: molte le aree di innovazione coinvolte
Oltre alla gestione amministrativa e contabile, che viene effettuata tramite software di ultima generazione, l’innovazione punta a offrire fatturazione elettronica facilitata e sistemi di pagamento online oltre a una semplificazione netta nell’accedere ai finanziamenti.
Le PMI e le startup stanno accelerando in questa direzione e il motivo è da ricercare nei costi ridotti e nei dati finanziari più solidi e leggibili. Non un dettaglio di poco conto perché è proprio questa solidità a convincere. Le decisioni riescono ad arrivare prima e con meno margine d’errore.
Il trend, intanto, continua a mostrare dati incoraggianti, non evidenziando alcun segno di rallentamento. Anzi, gli investimenti salgono e le prospettive indicano un’ulteriore crescita nei prossimi anni. Una direzione ormai piuttosto chiara.