Citigroup resta sovrappesata sull’azionario, Usa ed Europa i mercati preferiti
Con il brusco repricing del rischio di credito a cui si è assistito negli ultimi tempi e che ha messo a repentaglio la crescita economica degli Stati Uniti, Douglas Schindewolf, strategist di Citi Global Wealth Management, ritiene che la Federal Riserve si sentirà costretta a modificare la sua politica monetaria per compensare l'inasprimento delle condizioni dei mercati finanziari. Un cambio di rotta si ritiene necessario, quindi, per poter risollevare di morale degli investitori dopo le turbolenze causate dalla crisi dei mutui subprime e, inoltre, per poter permettere alla locomotiva a stelle e strisce di crescere alla velocità del 2-3% durante il 2008. L'esperto della banca americana è dell'opinione, infatti, che, sebbene il deterioramento del segmento subprime interessi i mercati a livello globale, sono proprio gli Stati Uniti a rischiare di più. Anche se non è escluso - sottolinea Schindewolf - che anche le altre Banche centrali decidano di rimandare ulteriori strette a causa dell'aumento della volatilità. E proprio le attuali condizioni dei mercati in termini di volatilità suggeriscono a tutti coloro che hanno investito in ottica di lungo periodo di non cambiare strategia. "Alla luce di ciò e presumendo che lo scenario economico globale resterà improntato alla crescita, continuiamo a sovrappesare le azioni in portafoglio rispetto ai bond", spiega lo strategist. Il quale precisa che le sue preferenze vanno ancora agli Usa e all''Europa più che ai Paesi Emergenti e al Giappone.