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Chiusura Piazza Affari: sprint di FCA e UBI Banca, cade Campari

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Seduta dai due volti per Piazza Affari. Dopo il tonfo della vigilia, l’indice Ftse Mib oggi ha chiuso in rialzo dello 0,37% a quota 19.234,75 punti. Continuano a tenere banco i timori per una seconda ondata di coronavirus dopo i continui aumenti di contagi negli Stati Uniti, dove alcuni Stati importanti hanno registrato contagi record.

Dal fronte macro, spicca il balzo a maggio degli ordini di beni durevoli per gli Stati Uniti. Secondo la stima preliminare, il dato ha mostrato una crescita del 15,8% contro il precedente -17,7 per cento. Il dato ha battuto il consensus Bloomberg che indicava una crescita del 10,5 per cento. Invece la lettura finale del Pil Usa relativo al primo trimestre del 2020 ha confermato una contrazione dell’economia al tasso annualizzato del 5%, come emerso dalle precedenti letture.

A Piazza Affari ha tenuto banco anche la questione dazi. L’Unione europea ha risposto alla minaccia lanciata dall’amministrazione Trump di considerare l’eventualità di imporre nuovi dazi sui prodotti europei definendo tale presa di posizione come un fattore che “crea incertezza per le aziende e infligge un danno non necessario a entrambe le regioni dell’Atlantico”. Tra i titoli più sensibili al fattore dazi spicca Campari, finita oggi sul fondo del listino principale con una flessione di oltre il 3,2%. Tra le varie categorie a rischio dazi figurano infatti beni di lusso e i liquori. L’esposizione di Campari al mercato Usa è abbastanza pronunciata in quanto dagli States deriva circa il 27% dei ricavi del gruppo, ma i marchi potenzialmente interessati dai nuovi dazi presentano un basso volume di vendite sul mercato statunitense.

Nel comparto lusso il rischio dazi ha pesato su Moncler con chiusura a oltre -1,1%.

Tra le banche giornata positiva soprattutto per Banco BPM (2,3%) e UBI Banca (+2,1%). Acquisti anche su Intesa Sanpaolo (+1,1%) con la Consob che potrebbe decidere già oggi sul nulla osta al prospetto dell’OPS su UBI Banca.

In rialzo anche Telecom Italia (+1,4%) dopo che ha finalizzato l’accordo con un consorzio di investitori guidato da Ardian per cedere il 49% di un veicolo dove sarà conferito il 30,2% di Inwit. Quest’ultima si è distinta in positivo sul Ftse Mib con +1%. “Con questa operazione il rischio di overhang dovrebbe venire meno nel breve termine – commentano gli analisti di Equita -. Vodafone e Tim che attualmente hanno conferito al patto di sindacato di Inwit il 60,2% hanno l’obiettivo di scendere al 50,1%. Ci pare però improbabile che Ardian abbia interesse a monetizzare a breve, riducendo la quota del veicolo e inoltre che possa avvenire a prezzi a sconto rispetto a quelli del deal”.

Prevalenza degli acquisti su Fca (+1,5%) che ha ufficializzato la linea di credito da 6,3 miliardi garantita per l’80% da Sace. Poco mossa anche Generali (+0,3%) che diventerà azionista rilevante di Cattolica con una quota oltre il 24% nell’ambito di un accordo di partnership strategica.