News Notizie Italia CdM vara ddl assestamento bilancio anti-procedura: congelati 1,5 mld per RdC e quota 100

CdM vara ddl assestamento bilancio anti-procedura: congelati 1,5 mld per RdC e quota 100

Pubblicato 2 Luglio 2019 Aggiornato 19 Luglio 2022 17:17
Il Consiglio dei ministri ha approvato nella serata di ieri il ddl con l'assestamento di bilancio e ha varato un decreto con misure urgenti in materia di miglioramento dei saldi di finanza pubblica, per andare incontro alle richieste di Bruxelles ed evitare la procedura di ingrazione.

Il Cdm ha disposto in particolare l'accantonamento per un valore di almeno 1,5 miliardi di euro per l'anno 2019 delle dotazioni di bilancio "in termini di competenza e cassa".

Così la nota al termine del Cdm sui conti, che 'corregge' il target sul deficit-Pil, riportandolo al 2,04%. Si prevede praticamente che il deficit del 2019 scenderà di 7,6 miliardi, per le maggiori entrate registrate dalla legge di assestamento e dei risparmi derivanti dal reddito di cittadinanza e Quota 100. Si tratta di 1,5 miliardi per le due misure che vengono congelati.

"Gli accantonamenti sono disposti, prevalentemente, sulle disponibilità dei Fondi da ripartire che non risultano ancora finalizzate per la gestione. Per consentire alle amministrazioni centrali dello Stato la necessaria flessibilità è comunque consentita, con decreti del ministro dell'Economia e delle finanze da comunicare alle Camere, su richiesta dei ministri interessati, la possibilità di rimodulare i predetti accantonamenti nell'ambito degli stati di previsione della spesa, garantendo comunque la neutralità degli effetti sui saldi di finanza pubblica".

Il Governo osserva che "l'assestamento del bilancio, in termini di competenza, mostra un miglioramento di circa 1,9 miliardi di euro del saldo netto da finanziare di competenza e 3,4 miliardi di cassa".

"Il saldo netto da finanziare per la competenza dell'anno, in termini di accertamenti e impegni, al lordo delle regolazioni contabili e debitorie, risulta pari a -19.986 milioni di euro, derivante da entrate finali accertate per 591.612 milioni di euro e da spese finali impegnate per 611.597 milioni di euro. L'avanzo primario si cifra in 49.199 milioni di euro. Entrambi i saldi denotano un sensibile miglioramento rispetto alle previsioni iniziali stabilite con la legge di bilancio 2018".

"I provvedimenti varati – mette in evidenza il Mef – creano le condizioni per rendere ingiustificato l'avvio di una procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia". Il Tesoro aggiunge: "Senza per questo penalizzare l'impegno del governo a favore della crescita economica, della coesione sociale e della stabilità finanziaria del Paese, tutte priorità che verranno confermate anche nella prossima Legge di bilancio 2020".