Notizie Notizie Italia Cantiere Manovra: Irpef- banche e lotta all’evasione tra i nodi allo studio

Cantiere Manovra: Irpef- banche e lotta all’evasione tra i nodi allo studio

19 Settembre 2025 09:37

Taglio dell’Irpef, recupero dell’evasione fiscale e misure sul mondo bancario. In vista della Manovra iniziano a emergere i dettagli finanziari delle misure allo studio del Governo e che hanno come priorità il taglio del peso fiscale per il ceto medio, ma anche il recupero di risorse. Il cantiere è aperto.

Sforbiciata all’Irpef ed evasione

Secondo le previsioni, il taglio dell’Irpef coinvolgerà 13,6 milioni di contribuenti e riguarderà in prima battuta i redditi fino a 50.000 euro. Se poi ci sarà lo spazio fiscale, si salirà a quota 60.000 euro.
Le misure sono state chiarite dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, che ha ribadito come le scelte dell’esecutivo saranno totalmente legate alle disponibilità finanziarie.

C’è il tema dei salari bassi, con la necessità di attenuare il peso delle tasse, al centro di molte delle proposte recapitate al ministero dell’Economia in vista della manovra. Alcune sono ipotesi di lavoro altri dei desiderata politici, il cui destino verrà deciso quando sarà più chiaro il quadro delle risorse a disposizione.

Stesso destino per le detrazioni in base al nucleo familiare, mentre a livello di imprese l’Ires premiale sarà semplificata.

Allo studio, inoltre, l’innalzamento della soglia esentasse dei buoni pasto da 8 a 10 euro, la strada sembra già tracciata per un’altra misura in chiave salari: la detassazione dei premi di produttività. Più in salita, invece, la detassazione delle tredicesime.

Su fronte dell’evasione, ha spiegato Leo, “c’è una folta platea di soggetti recidivi che aderisce alle rottamazioni, versa una o due rate al massimo per assicurarsi la tutela dai pignoramenti o dagli strumenti coercitivi di riscossione, ma poi smette volontariamente di pagare”. La sfida sarà quella di trovare le misure adatte per recuperare questa platea. Di sicuro però, all’amministrazione fiscale non sarà attribuito il potere di guardare nei conti correnti degli italiani.
 “Il ravvedimento operoso ha acquisito un ruolo sempre piu’ rilevante. In base agli ultimi dati finora dal ravvedimento operoso sono stati recuperati oltre 3 miliardi“, spiega il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone.

Bonus edilizi

Quanto ai bonus edilizi. Dal prossimo anno la detrazione al 50% sulla prima casa scenderà al 36%. Ma secondo la viceministra all’Ambiente, Vannia Gava il governo sta valutando di poterla mantenere allo stesso livello. “Insieme al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, stiamo lavorando per cercare di portare al 50% le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni delle abitazioni anche nel 2026″ e per usufruirne “in 5 anni anziché 10”, ha annunciato.

Le banche nel mirino

In manovra ci saranno anche misure che riguardano le banche. Una volta definito il quadro delle priorità si procederà anche a decidere sull’eventuale contributo da parte degli istituti. Secondo l’agenzia Bloomberg il Governo punta a raccogliere ulteriori 1,5 miliardi dalle banche, posticipando di un altro anno la sospensione della deduzione delle imposte differite attive (Dta). Ma il Mef chiarisce: “È solo una delle possibili opzioni prese in considerazione e al momento non ci sono quantificazioni numeriche. Dobbiamo ancora sederci con le banche e discutere la questione”. Resta sul tavolo anche l’ipotesi si tassare le operazioni di buyback.

La Lega è favorevole, con il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, pronto ad incontrare gli amministratori delegati. Ma gli alleati non sono allineati con FI che non arretra: “No a nuove tasse, nessuna ipotesi di tassare gli extraprofitti, le banche italiane sono già le più tassate d’Europa”. Mentre Fratelli d’Italia è cauta: “Bisogna studiare delle misure che siano eque”.

I tempi e le scadenze

Al Tesoro si attende anche il quadro dei conti economici nazionali che l’Istat diffonderà lunedì 22 Settembre. Numeri che serviranno per definire le stime del Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), la vecchia Nadef. Che quest’anno, in base alla risoluzione di maggioranza condivisa con le opposizioni che dovrebbe essere votata entro mercoledì alla Camera e al Senato, dovrebbe contenere anche un primo assaggio dell’articolazione delle misure della manovra. Il Dpfp andrà poi presentato in Parlamento entro il 2 ottobre.