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Btp green in arrivo, il progetto del Tesoro per i genitori della generazione Greta

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Italia pronta a cavalcare la green bond mania con il Tesoro che inizia a studiare l’emissione del primo titolo di Stato verde.  Dopo che tantissimi giovani sono scesi in piazza il 27 settembre per manifestare a sostegno di un maggiore impegno del governo per l’ambiente, il prossimo passo è convincere i genitori della generazione Greta a sostenere la svolta green puntando su queste emissioni verdi. Ancora il progetto è in fase embrionale e in via XX Settembre dovranno valutare se mettere in piedi un’emissione dedicata solo ai retail o coinvolgere anche gli istituzionali sul modello del BTP Italia.

Bond verdi per finanziare il Green New Deal 

Le emissioni green hanno toccato livelli record nella prima metà del 2019 superando i 100 miliardi di dollari, riguardando quasi nella totalità emissioni corporate. Ma gli Stati iniziano a valutare con grande interesse alla opzione bond governativi da proporre agli investitori e ci sono già dei precedenti in giro per l’Europa.
Il tema è diventato di attualità in Italia in scia a quanto detto dal nuovo ministro del Tesoro, Roberto Gualtieri, nel corso della presentazione della nota di aggiornamento al DEF.
L’esecutivo guidato da Giuseppe Conte intende riservare particolare attenzione al tema dei finanziamenti green. Gualtieri ha annunciato intenzione di creare un fondo ad hoc da 50 miliardi di euro con lo scopo di sbloccare investimenti a maggiore sostenibilità ambientale e sociale. Risorse che potrebbero arrivare dall’emissione di green bond sovrani, cioè titoli di debito pubblico (Btp) specificatamente dedicati a finanziare investimenti verdi. L’idea del Mef, più precisamente, sarebbe quella di inserire i nuovi strumenti obbligazionari in un pacchetto di proposte da sottoporre a Bruxelles per finanziare il raggiungimento degli obiettivi di Europa 2030 in termini di taglio delle emissioni tossiche.

I precedenti di successo in Francia e Olanda

Il precedente più illustre è quello della Francia che nel 2017 ha piazzato 7,5 miliardi di euro di green bond francesi che videro una domanda di ben 23 miliardi di euro, tre volte il quantitativo offerto di bond verdi ventennali (collocati al tasso che allora era dell’1,74%). Bond verdi sono stati lanciati anche da Polonia, Belgio e Irlanda.
Più recente invece è l’esperienza dell’Olanda, primo paese tripla A che ha emesso bond verdi. Il bond sovrano olandese è stato piazzato quest’anno a maggio ha visto domande 3,5 volte il quantitativo offerto (quasi 6 mld). L’agenzia del debito olandese ha rimarcato di aver privilegiato gli investitori che dimostrano le loro credenziali ecologiche.

Le indicazioni dell’Icma

Tra i quattro principi dei Green Bond  indicati dall’Icma (associazione internazionale dei mercati di capitali), quello cardine è l’utilizzo dei proventi derivanti dell’emissione obbligazionaria nell’ambito di Progetti Green, che devono essere descritti adeguatamente all’interno della documentazione legale del titolo. Tutti i progetti qualificati come Progetti reen dovrebbero portare ad avere evidenti benefici a livello ambientale, i quali dovranno essere valutati e, ove possibile, quantificati dall’emittente.
Vanno poi indicati: il procedimento di valutazione e selezione dei progetti; la gestione dei proventi; il reporting. In particolare, si chiede di specificare quanto dell’incasso viene usato per il finanziamento di nuove iniziative e quanto per rifinanziare vecchi progetti già in essere.