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Bper e UBI regine del Ftse Mib, ruggisce anche Generali

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Rally di Piazza Affari con la spinta propulsiva arrivata soprattutto da banche, Telecom Italia e Generali. Il Ftse Mib ha chiuso con un balzo dello 0,82% a 22.128 punti, tornando nelle vicinanze dei massimi annui. Ieri la Fed ha dato in pasto ai mercati l’atteso taglio dei tassi con costo del denaro sceso di 25 punti base.

In prima fila sul parterre milanese i titoli del settore bancario. UBI Banca è stata la prima della classe con un balzo del 4,58% a 2,48 euro; molto bene anche UBI Banca (+4,37%) e Unicredit (+2,27%) nel giorno della prima operazione Tltro III della Bce. Sono risultati soli 3,4 miliardi i prestiti a lungo termine assegnati dalla Bce alle banche nell’ambito dell’operazione Tltro III. Un’accoglienza decisamente più fredda del previsto. I pronostici della vigilia erano infatti di richieste fra i 20 e i 100 miliardi di euro da parte delle banche. In passato proprio le banche italiane erano state quelle che ne facevano maggiore richiesta.
Tra le big di Piazza Affari è stata una giornata molto positiva per Telecom Italia (+2,12% 0,524 euro). Secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, la brasiliana Oi sarebbe in trattative con Telecom Italia e gli spagnoli di Telefonica per vendere la sua rete mobile ed evitare l’insolvenza. Anche At&t e una compagnia cinese dovrebbero avere avviato i colloqui preliminari con Oi. “Nel commentare la legge approvata dal Senato brasiliano la scorsa settimana, che mira a stimolare gli investimenti e porre meno vincoli sulla vendita di asset, avevamo già segnalato che avrebbe potuto favorire il consolidamento del settore”, commentano gli esperti di Mediobanca Securities che confermano la raccomandazione ‘outperform’ e target price di 0,76 euro su Telecom. Secondo gli esperti “Tim Brazil potrebbe trarne vantaggio”.
In rally anche Generali (+2,2%) con la mossa di Del Vecchio – che ha acquistato il 6,94% di Mediobanca e potrebbe salire ulteriormente – vista come propedeutica a influire sempre più sulle scelte del leone di Trieste (che vede come primo azionista proprio Mediobanca con il 13%).
Indietro invece Fca (+0,08%) che non si giova della notizia dei possibili incentivi alla rottamazione auto previsti dal decreto Clima. Una rottamazione auto ‘atipica’ che prevede un bonus fiscale da 2.000 euro per chi rottama un’auto fino alla classe Euro 4. L’agevolazione riguarderà i cittadini residenti nelle città metropolitane sotto procedura di infrazione comunitaria. Si potrà usufruire del bonus a patto di non comprare nei due anni successivi un’altra vettura inquinante. “Per FCA potrebbe essere uno svantaggio, essendo in ritardo nel potenziare l’offerta di auto ibride ed elettriche”, rimarca Equita.