News Notizie Italia Borse: Morningstar, gestori moderatamente ottimisti per prossimi 6 mesi

Borse: Morningstar, gestori moderatamente ottimisti per prossimi 6 mesi

Pubblicato 14 Settembre 2005 Aggiornato 19 Luglio 2022 12:39
Gestori moderatamente ottimisti sull'andamento delle Borse nei prossimi sei mesi. Questo quanto emerge, in estrema sintesi, dall'ultimo sondaggio firmato Morningstar, effettuato tra il 2 e il 12 settembre dell'anno in corso. Secondo l'indagine del gruppo attivo nel settore dell'analisi e della valutazione dei fondi d'investimento il mercato più attraente è quello giapponese, che dovrebbe salire nei prossimi sei mesi per il 74,1% dei manager. Segue Piazza Affari, che raccoglie oltre il 54% dei consensi, poco più del resto d'Europa (50%), mentre fanalino di coda è Wall Street, che crescerà per il 40,7% degli intervistati. Le piazze finanziarie del Vecchio Continente sono preferite al listino a stelle e strisce, ma rispetto a luglio la percentuale di gestori ottimisti è scesa di quasi dieci punti, mentre è salita dal 4,3 al 10,7% quella dei pessimisti. I gestori sono divisi tra chi ritiene non ci siano più situazioni di forte sottovalutazione e chi crede in ulteriori rialzi dei corsi azionari sulla scia dell'aumento dei profitti e delle ristrutturazioni societarie. Per contro, gran parte dei manager è convinto che sulla Borsa americana le probabilità di rialzo e ribasso siano equivalenti. Da un lato, la dinamica degli utili è in rallentamento e le valutazioni sono elevate, dall'altro l'economia è solida e l'incremento dei tassi graduale. I gestori sono convinti che l'inflazione non desti preoccupazione né in Europa né negli Stati Uniti, anche se il caro-greggio rappresenta una minaccia. Per questa ragione, i fund manager prevedono che la Banca Centrale Europea (Bce) manterrà l'attuale politica monetaria almeno fino alla prima parte del 2006, mentre la Federal Reserve proseguirà sulla via dei rialzi graduali del costo del denaro. La linea dell'istituto di Francoforte è largamente scontata dai mercati obbligazionari, saliti molto nei mesi scorsi, per cui alcune case d'investimento, tra cui Invesco, non escludono che si possa essere vicini all'inizio di una fase di correzione. In ogni caso, la maggior parte dei gestori è convinta che di qui a fine anno si assisterà a una stabilizzazione dei prezzi dei bond, contro il 43% che si attende una discesa. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, invece, i manager prevedono un calo dei corsi (67,8%), in quanto i titoli sono considerati sopravvalutati. Non sono, però, da escludere sorprese qualora la Fed dovesse interrompere la fase restrittiva, nel caso, ad esempio, i danni prodotti dall'uragano Katrina si rivelassero più gravi di quanto stimato.