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Borse europee in rosso, Bce si conferma colomba

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I listini del vecchio continente chiudono con il segno meno nonostante le conferme arrivate da Francoforte sulla determinazione della Bce a rilanciare prezzi e crescita economica. Prima ci ha pensato Mario Draghi che nel corso dell’introduzione al rapporto annuale 2015 ha evidenziato che senza il piano di acquisto asset l’inflazione sarebbe risultata negativa nel 2015, sarebbe stata inferiore di oltre mezzo punto percentuale nel 2016 e di circa mezzo punto percentuale l’anno prossimo. Secondo il chairman, il QE determinerà un aumento del PIL dell’area dell’euro di circa 1,5 punti percentuali nel periodo 2015-2018.

Poi è stata la volta della minute dell’ultima riunione, dalle quali è emersa una sostanziale unanimità sulla necessità di approvare nuove misure di stimolo. Nel corso del meeting del 9-10 marzo l’Eurotower ha tagliato i tassi di riferimento, incrementato il piano di acquisto asset e approvato nuovi piani di finanziamenti agevolati per le banche.

A Londra il Ftse100 ha terminato in calo dello 0,4% a 6.136,89 punti, il Dax è sceso di un punto percentuale a 9.530,62 (-0,98%) e il Cac40 ha segnato un -0,9% a 4.245,91. Maglia nera per l’Ibex, in rosso dell’1,26% a 8.292,9. Sul listino della City -1,51% per Barclays che ha venduto gli asset relativi la divisione “gestione patrimoni e investimenti” a Singapore e Hong Kong alla Oversea-Chinese Banking Corporation, meglio conosciuta come OCBC, per 320 milioni di dollari. Rosso anche per Glencore (-2,51%) dopo la bocciatura a “neutral” annunciata da Jefferies.