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Borse ai massimi e taglio tassi, sì può. Barclays: mini bolla ciberà un altro +10% dell’S&P 500

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In forte recupero nel mese di giugno le non farm payrolls statunitensi, il saldo delle buste paga che si è attestato a +224 mila unità dalle +72 mila del mese precedente (dato rivisto da +75 mila). Un rimbalzo più grande di quanto previsto visto che il consensus era pari a +160mila e che potrebbe confondere le acque per un taglio dei tassi di interesse a luglio da parte della Federal Reserve, chiesto a gran voce dagli investitori e dal presidente Donald Trump.

Dal mondo del lavoro Usa cifre molto positive: che ne sarà dei tassi?

Come ha sottolineato Gregory Faranello, responsabile dei tassi americani a Amerivet Securities alla CNBC, “il vero tema ora si sposterà molto rapidamente su cosa questo numero significa nel contesto di ciò che valuterà la Fed a luglio”. “Le cifre molto positive delle non farm payrolls hanno solamente aumentato la percezione che la Federal Reserve agirà con un taglio di soli 25 punti base e non come molti avevano cominciato a predire di 50 punti base”, sottolinea Filippo Diodovich di IG Italia. 

Nel frattempo l’indice S&P 500 mercoledì ha chiuso la sessione segnando un nuovo record e oggi gli analisti di Barclays vedono ora il 65% di possibilità che l’indice rimbalzi del 10%. Il team di esperti guidato da Maneesh S. Deshpande in una nota ai  clienti ha parlato di assegnare “una probabilità del 65% ad uno scenario “melt-up/mini bolla“, il che potrebbe portare l’S&P a circa l’8% in più di quanto lo sia ora. Il cosiddetto melt-up è un periodo di imprevisti e sostenuti guadagni, anche dopo nuovi record e si riferisce a una mossa brusca più in alto per le attività che arriva quando gli investitori, preoccupati di perdere i grandi guadagni, si scatenano in buy improvvisi. Sono praticamente casi in cui la corsa agli acquisti viene alimentata più dal timore degli investitori di rimanere indietro e di perdere laute opportunità, che dalla solidità della congiuntura.  L’aspetto negativo di tutto ciò però è che spesso dopo il melt-up segue un grande ritiro, da qui il riferimento alla “bolla” di Barclays.

Borsa ai massimi e tagli tassi, il precedente negli anni ’90

Secondo gli analisti della banca britannica il recente allentamento delle tensioni commerciali non impedirà però alla Federal Reserve di tagliare i tassi. A risuonare gli allarmi della debolezza dei dati economici e della bassa inflazione. Quindi il cessate il fuoco siglato tra le due maggiori economie mondiali durante il fine settimana scorso ha sì alimentato il sentiment di rischio sul mercato, portando l’S&P 500 a nuovi massimi storici. Ma affinchè il mercato si riprenda ulteriormente, dice Barclays, devono concretizzarsi altre due cose nel prossimo futuro: i tagli dei tassi della Federal Reserve e il rallentamento economico.

E chi sottolinea che la Fed debba fermarsi quando le azioni corrono troppo forte, come sta accadendo per l’S&P 500, può rilassarsi dice Barclays. La ricerca degli analisti della banca mostra che la banca centrale americana non ha avuto alcun problema a tagliare i tassi negli anni ’90, proprio quando la Borsa stava toccando i suoi massimi.

“La debolezza del settore manifatturiero globale continua senza sosta e l’inflazione contenuta e le aspettative di un’inflazione più contenuta e di un’inflazione più debole porteranno probabilmente a dei ‘tagli assicurativi’ da parte della Fed”, ha detto Deshpande. Nel dettaglio Barclays prevede che la Fed abbasserà il tasso dei federal funds di 50 punti base a luglio e di 75 punti base  complessivi quest’anno.