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Borsa Tokyo tonfo -3,47%. Sentiment azionario ancora negativo, spaventano casi coronavirus Cina

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L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso scivolando del 3,47%, a 21.530,95 punti. Ancora bagno di sangue a Wall Street, dove i futures sul Dow Jones crollano di 778 punti, anticipando un avvio di seduta in perdita, per l’indice azionario Usa, di più di 850 punti. In calo anche i contratti sullo S&P 500 e sul Nasdaq 100.

La borsa di Shanghai scende dello 0,77%, Hong Kong capitola del 2,2%, Sidney fa -1,88%, Seoul -3,66%.

A deprimere in queste ore i futures Usa e l’azionario globale in generale sono le notizie arrivate dalla Cina, che domenica 14 giugno ha riportato 49 nuovi casi COVID-19, di cui 10 importati e 39 locali.

Stando alla National Health Commission, la Commissione sanitaria nazionale della Cina, 36 casi sono stati diagnosticati a Pechino e tre nella provincia di Hubei.

Sul fronte del coronavirus, notizie no anche dal Giappone: nella città di Tokyo sono stati individuati domenica 47 nuovi casi di contagi da coronavirus: al massimo dei contagi dal 5 maggio scorso.

Da segnalare che il Dow Jones e lo S&P sono reduci da un calo, la scorsa settimana, rispettivamente del 5,5% e del 4,7% (su base settimanale), mentre il Nasdaq ha perso -2,3%.

Tutti e tre gli indici hanno sofferto la settimana peggiore dal 20 marzo scorso, zavorrati dai timori di una nuova seconda ondata di contagi da coronavirus.

Focus sui dati macro arrivati dalla Cina, relativi tutti al mese di maggio: il dato relativo alla produzione industriale cinese è salito del 4,4% su base annua, meno del rialzo del 5% atteso ma in miglioramento rispetto alla precedente crescita del 3,9%.

Da inizio anno, la produzione industriale è scesa però del 2,8% su base annua, meglio del -3% stimato e della flessione precedente del periodo gennaio-aprile, pari a -4,9%.

Il tasso di disoccupazione della Cina si è attestato al 5,9%, come da attese, in miglioramento rispetto al 6% di aprile.

Le vendite al dettaglio della Cina sono scese del 2,8% su base annua, più del -2,3% stimato dal consensus, ma in deciso miglioramento rispetto al -7,5% di aprile. Il dato è sceso però per il quarto mese consecutivo, a causa delle conseguenze economiche della pandemia da coronavirus COVID-19.

Da inizio anno, le vendite al dettaglio sono crollate del 13,5% su base annua, come da attese, in miglioramento rispetto al -16,2% del periodo compreso tra gennaio ed aprile.

Infine, dall’inizio dell’anno fino al mese di maggio, gli investimenti in asset fissi (esclusi quelli rurali) della Cina sono scesi del 6,3% su base annua, peggio del -6% atteso ma in miglioramento rispetto al precedente -10,3%.