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Borsa Tokyo e Seoul in calo di oltre -2%, ansia coronavirus assedia azionario. Giù anche il petrolio

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L’ansia da coronavirus-lockdown assedia l’azionario globale, asiatico in primis, facendo capitolare anche i prezzi del petrolio. Il Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso in calo del 2,30% a 21.995,04 punti. Tra i titoli, male soprattutto Fast Retailing e la conglomerata Softbank Group, in ribasso di oltre -2%. Shanghai -0,74%, Hong Kong -1,47%, Sidney -1,76%, Seoul -2,10%. I prezzi del Brent scendono del 2,29% a $40,08 mentre quelli del WTI scambiato a New York arretrano del 2,39%, a $37,57 al barile.

Gli investitori vedono sempre più concreto il rischio di una seconda ondata di contagi in tutto il mondo e, dunque, di una nuova quarantena per l’economia globale. Stando ai dati compilati dalla Johns Hopkins University, le vittime sono salite a più di 500.000, mentre i casi confermati di persone infettate dal virus hanno superato la soglia di 10 milioni.

Negli Stati Uniti, e in solo giorno, i nuovi contagi sono volati di oltre 45.000, proseguendo il trend rialzista degli ultimi giorni, che ha costretto alcuni stati come Texas e Florida a reintrodurre misure di contenimento.

Nella giornata di ieri, soltanto in Texas sono stati individuati più di 5.300 nuovi contagi, che hanno portato il totale a 148.728 unità, stando a quanto segnalato dalle autorità statali. A Victoria, il secondo stato più popoloso dell’Australia, sono stati individuati nelle ultime 24 ore 75 nuovi casi.

Per lo stato australiano si tratta del quarto giorno peggiore dall’inizio della pandemia. In Giappone, Tokyo ha individuato 60 nuovi casi, il massimo in un giorno da quando nel paese è stato rimosso lo stato di emergenza.

Dal fronte macro, diffuso il dato relativo alle vendite al dettaglio del Giappone, che a maggio sono salite del 2,1% su base mensile, peggio del rialzo del 3% stimato dal consensus, ma in forte recupero, a causa dell’allentamento delle misure di lockdown precedentemente introdotte per contrastare i contagi da coronavirus, rispetto al tonfo precedente del 9,9%.

Su base annua, tuttavia, il dato rimane in forte calo (crollo di ben – 12,3%), rispetto al -11,6% stimato e solo in lieve miglioramento rispetto al precedente tonfo del 13,9%.

Buoni numeri, almeno in un mese, dal fronte macro della Cina. Nel mese di maggio i profitti industriali del paese sono balzati del 6% su base annua, rispetto al -4,3% di aprile, e dopo il calo che ha caratterizzato, in generale, tutto il primo trimestre, a causa della pandemia da coronavirus e del relativo lockdown.

Il trend dal mese di gennaio a maggio, dunque da inizio anno, rimane tuttavia ampiamente negativo, pari a -19,3% su base annua.

Il dato è un importante anticipatore della propensione agli investimenti da parte delle imprese, dunque del capex. Il rialzo di maggio è il primo in sei mesi.