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Borsa Milano tira il freno con stop vaccino Astrazeneca, sul Ftse Mib volano Terna e Stellantis

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Incipit di settimana interlocutorio per Piazza Affari. Dopo aver toccato nuovi massimi intraday a oltre un anno sopra i 24.400 punti, l’indice Ftse Mib è andato a chiudere a 24.139,45 punti, con un frazionale +0,11%. Le Borse Ue hanno decelerato sul finale in scia all’andamento incerto di Wall Street e alle notizie in arrivo sul fronte vaccini. Germania e Francia per prime, seguite poi dall’Italia, hanno deciso di interrompere la somministrazione del vaccino Astrazeneca in via precauzionale, in attesa dei pronunciamenti dell’Ema, il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid19. In Francia l’annuncio dello stop al vaccino Astrazeneca è stato fatto direttamente dal presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, che ha indicato come lo stop si prolungherà fino a domani, in attesa del parere dell’Ema.

Tra i migliori del listino milanese spicca Terna che ha chiuso in rialzo del 4,7%, seguita da Leonardo che sale di circa tre punti percentuali. Nell posizioni di testa oggi si posiziona anche Leonardo (+4,2%) che ha lanciato oggi l’Ipo di una quota di minoranza di azioni ordinarie della controllata DRS a Wall Street. La fascia di prezzo individuata è compresa tra 20 e 22 dollari per azione. A valle del completamento dell’offerta, Leonardo US Holding deterrà il 78% delle azioni ordinarie emesse e in circolazione di DRS (circa il 74,7% qualora l’opzione d’acquisto di ulteriori azioni venga esercitata integralmente dai sottoscrittori).

Bene anche Stellantis (+2,1%). Il gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA oggi ha staccato un dividendo straordinario da 0,096677 euro legato alla cessione di Faurecia. Intanto il settore auto ha guardato al primo Power Day del gruppo Volkswagen che ha presentato la sua roadmap tecnologica per le batterie e la ricarica fino al 2030. Il colosso automobilistico tedesco costruirà 6 Gigafactory in Europa per alimentare i veicoli elettrici con l’aggiunta di investimenti globali nelle stazioni di ricarica. Ogni gigafactory avrà 40 GWh per un totale di 240 Gigawatt. L’obiettivo è ridurre in modo significativo la complessità e il costo della batteria al fine di rendere l’auto elettrica attraente per il maggior numero di persone possibile. Volkswagen sta inoltre perseguendo con vigore l’espansione della rete pubblica di ricarica rapida a livello globale. In quest’ottica sono state concordate collaborazioni in Europa con le società energetiche BP, Iberdrola ed Enel.

Sul fronte opposto, giornata difficile per i testimonial del settore oil (-2,5% Tenaris, -0,8% Eni e -0,5% Saipem) in concomitanza con il ritracciamento dei prezzi del petrolio.