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Borsa Milano in spolvero con sprint di Telecom (+3,5%) e titoli oil

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Piazza Affari chiude la settimana con il sorriso sostenuta dal sentiment positivo delle altre maggiori Borse mondiali. L’indice Ftse Mib ha chiuso con una crescita dello 0,72% a 24.393 punti. Si tratta della chiusura ai livelli più alti a 13 mesi. Tra gli investitori sono tornate a prevalere le speranze di ripresa economica rispetto ai timori per la situazione sanitaria in Europa. Ad alimentare il sentiment positivo in Europa ha contribuito anche l’appoggio espresso ieri da Biden all’UE per la campagna vaccini. Sul fronte emissioni, oggi il Tesoro ha piazzato Bot semestrali per 7 miliardi al tasso di -0,486%. Il trittico di aste di fine mese terminerà martedì 30 marzo con il collocamento da parte del Tesoro di titoli a media-lunga scadenza per massimi 8,5 miliardi di euro.

In ripresa i titoli del comparto oil: Tenaris ed Eni mostrano guadagni rispettivamente del 3,64% e dell’1,19% in scia alle positive performance del petrolio con il rischio che il blocco del Canale di Suez duri ancora a lungo.
Positiva anche Telecom Italia (+3,48% a 0,4519 euro) al centro dell’attenzione nell’ultimo periodo per il futuro della rete unica. Stando a quanto riporta Repubblica il progetto di rete unica sostenuto dal nuovo esecutivo potrebbe ricalcare quello discusso tra CDP e TIM la scorsa estate. Il “Sole 24 Ore sottolinea analogamente la priorità del governo di accelerare sulla cablatura del Paese e riporta un’indicazione di 2 miliardi di sinergie attivabili dalla rete unica ma solo se la combinazione sarà realizzata entro 12-18 mesi.

Segno più per Poste Italiane (+0,86% a 10,55 euro) su cui Barclays ha avviato la copertura con rating overweight, target price di 14 euro (implica un potenziale upside del 34%) e hanno indicato tre driver che supportano la valutazione. In particolare, il primo riguarda “la distribuzione di servizi finanziari, con una ripresa delle vendite di prodotti assicurativi dall’investimento della liquidità in eccesso dei clienti e un graduale cambiamento nella loro asset allocation, supportata anche dagli sforzi di Poste nel miglioramento delle competenze del franchising distributivo”. Il secondo punto riguarda il potenziale spedizioni business to consumer: “i risultati del 2020 erano già molto forti, ma prevediamo un’ulteriore crescita grazie all’incremento strutturale della penetrazione dell’e-commerce in Italia”, spiegano da Barclays che indicano come terzo driver l’outlook sui dividendi. “Ci aspettiamo un rendimento da dividendi del 5% nel 2021, e una crescita del 6% su base annua a partire dal 2022”, indica la banca d’affari inglese.