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Borsa Italiana chiude in profondo rosso, si salva solo Enel

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Piazza Affari recupera leggermente sul finale ma archivia ugualmente una seduta difficile. Il Ftse Mib ha ceduto il 2,11% a 17.034 punti dopo che era arrivato a cedere oltre il 3 per cento. REcupero dettato dalle parole di Jerome Powell che nell’audizione al Parlamento ha confermato che la Fed utilizzerà tutti gli strumenti a sua disposizione.

A preoccupare di più gli investitori europei oggi sono le incertezze relative alla proposta franco-tedesca sul Recovery Fund da 500 mld di euro. Il piano si scontra con le resistenze di alcuni paesi europei. Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha detto subito di appoggiare le posizioni di Olanda, Danimarca e Svezia, che sono disponibili a un Recovery Fund a condizione che eroghi prestiti e non sussidi. “E’ un accordo decisivo, ma occorre cambiare la posizione di altri stati, in particolare di Austria, Danimarca, Svezia e Olanda. Sarà una partita difficile, non bisogna nasconderlo”, rimarca oggi il ministro dell’economia francese, Bruno Le Maire, alimentando quindi l’incertezza che si arrivi a un’intesa.

Sul parterre di Piazza Affari cali molto vistosi per tanti titoli: Tenaris la peggiore con -8,9%. Oltre -8% anche per Recordati. Molto male anche la galassia Agnelli con -4,53% per FCA e -4,83% CNH:

Tra i peggiori titoli di giornata spicca Banco BPM con oltre -7% a 1,084 euro. Sulla debolezza in Borsa del titolo è intervenuto il ceo della banca, Giuseppe Castagna: “Il motivo per cui oggi i titoli bancari scendono è chiaro: hanno riaperto, purtroppo dico io, la possibilità di shortare”. Lo short selling è di nuovo possibile a Piazza Affari proprio a partire da oggi dopo che la Consob ha deciso di anticipare la fine del divieto che era scattato a metà marzo e avrebbe dovuto durare 3 mesi.

Tra i peggiori di giornata figura Telecom Italia (-8,63%) con il mercato che ha accolto freddamente i conti del primo trimestre. A nulla sono valse le parole del ceo Luigi Gubitosi che ha affermato che le trattative con KKR per la cessione di una quota della rete secondaria stanno “andando avanti”.

Tra i pochi segno più spicca invece Enel con +1,22%.