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Borsa di Milano chiude in calo, maglia nera d’Europa. Giù Stm ed Eni, Tim regina di giornata insieme a Tenaris

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Piazza Affari ha chiuso l’ultima seduta della settimana con segno meno, indossando la maglia nera d’Europa. L’indice milanese Ftse Mib ha segnato a fine giornata un ribasso dello 0,56% finendo in area 24.141 punti, dopo una partenza positiva. A far virare i mercati sono stati i deboli riscontri giunti dal fronte macro. L’economia dell’Eurozona si è dimostrata ancora incapace di imboccare la via della ripresa, con un Pil in calo dello 0,6% nel primo trimestre, contro gli Stati Uniti che invece hanno segnato una crescita di oltre il 6% nello stesso periodo. In Italia il Pil è sceso dello 0,4% rispetto al periodo precedente. Sull’umore dei mercati non ha aiutato il ritracciamento di Wall Street all’indomani del nuovo record dell’S&P500.

Tra i titoli del paniere principale, la regina di giornata è stata Telecom Italia che fin dai primi scambi si è posizionata in testa al listino per chiudere poi con un +3,9% a 0,46 euro. Il consiglio di amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti ha dato il via libera a CDP Equity (CDPE) a presentare un’offerta per l’acquisizione di una partecipazione del 10% di Open Fiber (OF). Una volta finalizzata l’operazione, CDPE potrà raggiungere la maggioranza del capitale della società per rafforzare il proprio sostegno a un’infrastruttura strategica di grande importanza per la digitalizzazione e la competitività del paese. Bene anche Tenaris che si è portata a un soffio della soglia dei 9 euro, grazie a un rialzo del 3,4%, rimbalzando dal tonfo della vigilia.

Sul fronte opposto, invece, è scivolata sul fondo del listino Stmicroelectronics con un -4,23% a 31,15 euro. Il titolo continua a essere travolto dalla volatilità dopo la diffusione dei conti trimestrali e alla luce della crisi della supply chain di semiconduttori. Giù anche Eni che ha lasciato sul parterre il 2,7% finendo sotto i 10 euro, nel giorno della trimestrale. Il gruppo ha annunciato i risultati dei primi tre mesi del 2021 archiviati con un utile netto adjusted, ovvero al netto delle poste non ricorrenti, in crescita a 270 milioni di euro contro i 59 milioni conseguiti nell’analogo periodo di un anno fa (consensus Bloomberg a 415,5 milioni) L’Ebit rettificato, pari a 1,321 miliardi, è sostanzialmente in linea con il primo trimestre dello scorso anno ma risulta quasi triplicato rispetto a fine 2020. In occasione dei conti Eni ha approvato l’avvio di un progetto strategico al fine di definire e valutare il piano industriale del nuovo veicolo societario che nascerà dall’unione delle attività di retail e di energia rinnovabile. Lo studio prevede la valutazione di molteplici opzioni, tra cui la quotazione in Borsa tramite un’offerta pubblica iniziale (Ipo), oppure la cessione o lo scambio di una quota di minoranza.