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Boom gas (+318%) fa esplodere bolletta, fiammata prezzo energia in Europa. In Italia shock +40%. Intanto Francia, Grecia e Spagna intervengono

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Un caro bolletta shock, una batosta di quelle pesanti sulle famiglie italiane, proprio in un momento di ripresa post pandemia Covid-19 che chissà, sottolineano diversi esperti, quanto sia alla fine sostenibile, con l’incognita della variante Delta in agguato: e un rincaro dei prezzi che si innesta nel dibattito della transizione ecologica, su cui punta tanto il governo di Mario Draghi.

La doccia fredda è arrivata ieri sera con le dichiarazioni del ministro Roberto Cingolani, che è intervenuto a un convegno della Cgil a Genova parlando proprio di transizione ecologica, con tanto di attenti:

“La transizione ecologica non può essere fatta a spese delle categorie vulnerabili” – ha detto il ministro – Lo scorso trimestre, la bolletta elettrica è aumentata del 20% e in questo aumenterà del 40%. Se l’energia aumenta troppo di costo, le nostre imprese perdono competitività e i cittadini, soprattutto quelli con un reddito medio-basso, faticano ulteriormente per pagare dei beni primari come l’elettricità in casa”.

Le associazioni dei consumatori non hanno tardato a esprimere tutto il loro sconcerto e una nota di Equita SIM ha fatto oggi il punto della situazione in Italia.

“Il ministro della Transizione ecologica Cingolani ha sottolineato che l’incremento delle bollette elettriche ad ottobre per i clienti a maggior tutela sarebbe fra il 31-42%. Il ministro ha aggiunto che il governo è impegnato per mitigare l’impatto sulle famiglie dei rincari dei prezzi dell’energia ed accelerare la transizione verso le energie sostenibili. Il Corriere sottolinea che a fine giugno, su segnalazione dell’Arera, il governo aveva stanziato un fondo da 1,2 miliardi, con l’obiettivo di ridurre gli incrementi tariffari delle bollette di luglio. Lo stesso meccanismo potrebbe essere applicato per ridurre gli incrementi delle bollette ad ottobre. Una misura alternativa e di natura strutturale, suggerita dall’ARERA, sarebbe l’eliminazione degli oneri di sistema dalle bollette elettriche. Il Sole riporta le richieste dell’Unione dei consumatori secondo cui Governo e Parlamento dovrebbero destinare i proventi delle aste per la CO2 ad abbassare le bollette, eliminare gli oneri di sistema (messa in sicurezza del nucleare e agevolazioni tariffarie per il settore ferroviario) oltre a spostare sulla fiscalità generale gli incentivi per lo sviluppo delle rinnovabili. Una soluzione che porti ad un’eliminazione degli oneri generali in bolletta, già circolata sui giornali nei giorni scorsi, e lo spostamento di altre voci sulla fiscalità generale sarebbe positivo per il settore perché si ridurrebbe il rischio di interventi regolatori a sfavore degli operatori elettrici, sulla scia dei recenti interventi in Spagna (che nelle scorse settimane ha proposto tagli ai rendimenti delle tecnologie idroelettriche)”.

Cingolani: non esiste transizione ecologica se non c’è quella sociale

Nel discorso proferito ieri, Cingolani ha sottolineato che “non esiste la transizione ecologica se non c’è anche quella sociale” e che “dobbiamo ricordarci che c’è una transizione sociale che deve andare di pari passo alla transizione ecologica”.

Insomma, “bisogna essere molto realisti: non possiamo pensare di fare la transizione ecologica non curandoci del fatto che centinaia di migliaia di famiglie possano rischiare qualcosa. Dobbiamo essere bravi a gestire questa operazione che non è solo ambientale, ma anche di tipo sociale”.

Dunque?

Nelle ultime settimane abbiamo sentito parlare di inflazione provocata da intasamenti nella catena di approviggionamento, abbiamo letto di aziende alle prese con il rincaro dei costi delle materie prime:

dall’America all’Europa, le banche centrali hanno rimarcato come l’inflazione sia un fenomeno transitorio, provocato soprattutto dal balzo dei prezzi energetici, quelli più volatili.

Ma volatile o meno l’inflazione sta già toccando direttamente le tasche dei consumatori, con il rincaro delle bollette di oltre il 40% paventato da Cingolani.

Occhio al petrolio, con uragano Nicholas e nuove stime Opec

All’origine c’è anche il rialzo dei prezzi del petrolio – con la recente fiammata che si spiega sia con il nuovo rapporto Opec, che con i timori legati al passaggio di Nicholas, appena trasformatosi da tempesta tropicale a uragano,  approdato in Texas, che minaccia di mettere KO gli impianti di gas naturale liquefatto.

Sulla scia di queste preoccupazioni, nel Regno Unito e in Olanda si assiste  alla fiammata dei prezzi del gas naturale, che toccano, come fa notare Bloomberg, livelli record: anche qui il timore è che l’offerta non riesca a tenere il passo della domanda, che aumenta.

Da marzo il rally del gas misurato dall’indice benchmark è stato pari a ben +318%.

E’ dunque guerra tra l’Europa e l’Asia per accaparrarsi l’LNG (gas naturale liquefatto).

“La competizione tra i buyer europei e asiatici per attrarre (con prezzi più alti) le navi cargo di LNG (gas naturale liquefatto), sembra essere iniziata, senza alcun limite”, si legge in una nota di Engie EnergyScan, riportata da Bloomberg.

Offerta gas langue: boom prezzi sui mercati di Norvegia e Olanda

L’offerta, d’altronde, langue: in Norvegia la capacità di gas è crollata al minimo dallo scorso giugno, a causa di un nuovo round di manutenzione presso gli impianti di produzione. Il risultato è che i futures sul gas europeo scambiati in Olanda sono volati del 7% fino a 65,57 euro al megawatt/ora (MWh), mentre il contratto UK con scadenza al prossimo mese è salito del 6,9% a 163,81 pence per therm, al record di sempre.

I governi europei, quelli di Spagna e Grecia in primis – ora anche di Italia, dopo lo shock di Cingolani – sono già sotto pressione per proteggere i consumatori dalla stangata imminente.

I prezzi del gas e dell’elettricità, ha spiegato Bloomberg in un altro articolo, stanno continuando a correre in Europa, balzando a nuovi livelli record in paesi come Germania, Francia e Regno Unito.

Nella tarda serata di ieri la Spagna si è mossa per tentare di ridurre il costo delle bollette a carico dei consumatori, e la Francia ha detto di star considerando una mossa simile.

Spagna, Sanchez abbassa luce e gas a spese compagnie elettriche

Così oggi il quotidiano El Pais:

“Il Governo abbassa luce e gas a spese delle compagnie elettriche. Il presidente del governo Sanchez ha annunciato che il Consiglio dei ministri approverà oggi un piano d’urto per abbassare la bolletta elettrica di fronte alla spirale al rialzo dell’energia elettrica, che dall’inizio dell’estate ha stabilito record storici quasi ogni settimana. Sánchez, in un’intervista a RTVE, ha delineato nuovi tagli fiscali sull’elettricità e altre misure per rendere l’elettricità e il gas più economici. “Ci sono compagnie energetiche che stanno facendo profitti straordinari in questo momento. Ciò non mi sembra accettabile” ha affermato Sánchez, il quale assicura che toglierà vantaggi fiscali alle società energetiche, che possono permetterselo, per coprire la bolletta del gas.

Con questa decisione, l’Esecutivo intende onorare l’impegno assunto in un’intervista a EL PAÍS:

“Stiamo lavorando aveva detto Sanchez affinché a fine 2021 gli spagnoli paghino in bolletta elettrica un importo simile a quello del 2018”. La promessa di Sanchez si è già abbattuta sul mondo Corporate e, in particolare, su Enel.

Grecia: sussidi a favore 70% famiglie contro caro bolletta

Nel fine settimana, la Grecia ha invece annunciato un sussidio per la maggior parte delle famiglie.

C’è una crisi energetica internazionale – ha detto il ministro dell’Energia greco Kostas Skrekas, parlando con i giornalisti – Il nostro governo ha deciso di sostenere chi ha visto gonfiare la propria bolletta”.

In particolare, il meccanismo finanziato dal governo di Atene, con un costo stimato di 150 milioni di euro, includerà un sussidio di 9 euro per i primi 300 kilowatt/ora consumati dalle famiglie greche al mese. Lo schema, ha sottolineato Skrekas, verrà applicato al 70% di tutte le famiglie.

In Francia, il ministro delle Finanze Bruno Le Maire, in un’intervista alla televisione LCI rilasciata nella giornata di ieri, ha detto che Parigi sta valutando l’opzione di ridurre i costi in aumento delle bollette a favore dei consumatori francesi.

Il governo sta già distribuendo voucher – o cosiddetti assegni energetici – del valore di 150 euro l’anno a quasi 5,5 milioni di famiglie povere.

“Può essere (l’assegno) uno strumento efficiente per proteggere i francesi dall’aumento dei prezzi energetici – ha detto Le Maire – Vedremo nelle prossime settimanbe se avremo bisogno di utilizzare questo assegno energetico”.

Così oggi Le Parisienne oggi:

“Potere d’acquisto. L’inquietante fiammata dei prezzi alla pompa. Il litro di benzina senza piombo flirta ormai con la soglia simbolica dei due euro, la passa anche in alcuni distributori in Vandea. Aumenti che impattano sul bilancio degli automobilisti e si aggiungono al forte incremento delle bollette di gas ed elettricità”.

AD Total Energies: è il denaro del petrolio che finanzia transizione energetica

Inquietanti le dichiarazioni rilasciate alla Tribune – riportate dalla rassegna stampa internazionale di Rainews – da Patrick Pouyanné, numero uno di Total Energies:

E’ il denaro del petrolio che finanzia la transizione energetica”

A maggio Total ha cambiato nome, è diventata Total Energies, cosa significa? Il ragionamento del Consiglio di Amministrazione e dell’Amministratore Delegato di Total è stato semplice:

“o la nostra azienda, che ha 100 anni – è stata fondata nel 1924 -, rimane sull’attuale autostrada del petrolio e del gas, mercati importanti ma in declino. E in questo caso, l’attività non durerà molto a lungo. O decidiamo di impegnarci francamente nell’energia che consentirà la decarbonizzazione, ovvero l’elettricità. E così si apre davanti a noi un enorme campo di opportunità nelle energie rinnovabili. Abbiamo quindi deciso di aggiungere, oltre al petrolio e al gas naturale, altre cinque energie: elettricità, idrogeno, biomasse e ovviamente eolica e solare. Total Energies sarà protagonista della transizione energetica, con l’obiettivo di essere tra i 5 maggiori produttori di energie rinnovabili entro il 2030″.

Caro bolletta: altri rincari in inverno? Rinfocolata paura inflazione

“L’aumento dei prezzi delle commodities colpirà probabilmente le bollette delle aziende e dei consumatori, questo inverno – ha commentato John Musk, analista presso RBC Europe – Tuttavia, ci potrebbe essere la probabilità di una interferenza politica per prevenire un aumento significativo della bolletta a carico dei consumatori”.

Il balzo dei prezzi energetici sta alimentando il timore dell’inflazione, che serpeggia nell’area euro e negli Stati Uniti già da un po’.

Nel mese di agosto, l’indice dei prezzi al consumo della Spagna è balzato del 3,3%, riportando un incremento che è stato sostenuto in gran parte dal boom dei prezzi dell’energia elettrica, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica del paese.

Anche l’inflazione svedese ha superato le attese, sul fronte dei prezzi dell’energia.

In Germania, il tasso di inflazione è volato del 3,4% ad agosto, al record da almeno il 2008, praticamente al valore più alto in 13 anni.

Gli analisti rimangono bullish: quelli di Citigroup, per esempio, prevedono un balzo del 20% per le famiglie europee: e basta questa stima per alimentare le aspettative che più governi si faranno avanti per stemperare il rally.

Le stesse indicazioni che arrivano dall’Opec sono bullish, anche se contrastate: il cartello ha rivisto al rialzo le proprie stime sulla crescita della domanda globale di oil del 2022 a +4,15 milioni di barili al giorno, rispetto ai +3,28 milioni di barili al giorno del mese scorso.

Tuttavia, l’Opec ha rivisto al ribasso allo stesso tempo l’outlook sulla domanda mondiale di petrolio relativa all’ultimo trimestre del 2021, citando l’impatto della variante Delta del Covid e affermando che una ulteriore ripresa dell’economia sarà posticipata parzialmente all’anno prossimo.