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BoE e sterlina sotto i fari, Carney ‘proverà a dipingere quadro neutrale’ (analisti)

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La sterlina potrebbe finire sotto i riflettori nel corso della seduta, nel giorno in cui la Bank of England (BoE) annuncia la propria decisione sui tassi e per l’esame trimestrale dell’economia del Regno Unito. Il tutto mentre la premier Theresa May è in partenza per Bruxelles per incontrare il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, con le parole del presidente del Consiglio Europeo che risuonano ancora nelle orecchie secondo le quali c’è un “posto speciale nell’inferno” per chi ha promosso la Brexit senza alcun piano per farlo.

“Chiunque suggerisca che la riunione della Bank of England potrebbe in qualche modo prendere una posizione da falco finirebbe per essere in minoranza – commenta Michael Hewson – chief market analyst at Cmc Markets UK -. Molto semplicemente, i dati sottostanti non supportano un aumento dei tassi nel prossimo futuro, in particolare da quando l’inflazione generale è scivolata al 2,1% da livelli del 3% registrati poco più di un anno fa. È anche improbabile che vogliano essere troppo accomodanti vista l’attuale debolezza della sterlina, l’ultima cosa di cui hanno bisogno è proprio un’ulteriore debolezza della sterlina che potrebbe minare le loro previsioni sull’inflazione”.

Secondo l’esperto di Cmc Markets, la Bank of England potrebbe “provare a dipingere un quadro abbastanza neutrale, dicendo che sono pronti a reagire a qualsiasi eventualità in caso di Brexit e alla sua fattibilità, lasciando le loro previsioni di inflazione esattamente come sono, anche se potrebbero spingerle verso il basso”. Per ora, i mercati stanno scontando la prospettiva che i tassi probabilmente non saranno aumentati prima della fine di quest’anno.

“È improbabile che la decisione della Banca d’Inghilterra e il rapporto sull’inflazione cambino tale calcolo – afferma Michael Hewson -, con la banca che cita rischi esterni rispetto alle previsioni sottostanti, sotto forma di rallentamento della crescita globale e di una Brexit disordinata”.