Bitcoin frantuma record su record, ma da Strategy arriva un segnale di alert
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Non accenna ad arrestarsi la brama di Bitcoin. Ieri la valuta digitale si è spinta oltre il muro dei 126 mila dollari (126.186$) aggiornando così i massimi storici sotto la spinta di vari catalyst a partire dallo shutdown statunitense scattato lo scorso 1 ottobre.
Bitcoin diventa il 7° asset di maggior valore al mondo
La scorsa settimana il Bitcoin ha segnato un rally di oltre +10%. I nuovi massimi storici hanno spinto la capitalizzazione di mercato del Bitcoin a sfiorare i 2,5 trilioni di dollari, superando in termini di valore anche il colosso Amazon, posizionandosi come il settimo asset più prezioso al mondo.
Tre motivi dietro al nuovo cripto sprint
Gli investitori si stanno riversando sull’asset digitale, sempre più identificato come asset rifugio dopo che i legislatori statunitensi non sono riusciti a raggiungere un accordo sui finanziamenti federali, costringendo il governo statunitense allo shutdown. La parziale chiusura delle attività governative, combinata con la debolezza del dollaro e le aspettative di politiche monetarie più espansive, spinge gli investitori a cercare asset rifugio e il Bitcoin viene sempre più percepito come una riserva di valore digitale al pari dell’oro (anch’esso protagonista di ripetuti record) in momenti di crisi.
Altro elemento è il boom di afflussi sugli ETF Spot Bitcoin che nella settimana chiusa al 3 ottobre hanno registrato 3,2 miliardi di dollari di afflussi netti, il secondo totale settimanale più grande dal loro lancio (dati SoSoValue). Nella sola giornata del 3 ottobre, gli afflussi giornalieri hanno raggiunto circa 985 milioni di dollari.
Infine, incide anche la stagionalità rialzista: ottobre è infatti storicamente uno dei mesi migliori per la criptovaluta, un fenomeno che nel gergo di mercato è soprannominato “Uptober”.
Strategy e Metaplanet stoppano gli acquisti
I record del Bitcoin hanno dato linfa anche alle azioni di Wall Street strettamente legate all’asset digitale, a partire da Strategy (+2,3% ieri), che però sta sottoperformando rispetto alla criptovaluta con prezzi in area 359 dollari, quasi 100 dollari in meno rispetto ai picchi storici toccati a metà luglio in area 457 $. Un calo di oltre il 20% che desta sorpresa per quella che è la maggiore società al mondo di tesoreria di asset digitali Bitcoin.
La creatura di Michael Saylor palesa delle difficoltà con il suo mandato di acquistare Bitcoin. I rendimenti decrescenti stanno spingendo l’azienda a diluire massicciamente le sue azioni, il che è molto pericoloso per il suo futuro. La società di Saylor deve pubblicizzarsi come un investimento migliore rispetto all’acquisto diretto di Bitcoin, ma l’attuale sottoperformance mina un po’ la fiducia sulla bitcoin stock.
In aggiunta non risulta che abbia effettuato acquisti di bitcoin in quest’ultima fase del rally della cripto. Ieri infatti, quando solitamente le proxy bitcoin annunciano i loro acquisti settimanali, non è arrivata nessuna comunicazione. Lo stesso vale per la nipponica Metaplanet, quarto maggiore detentore di bitcoin al mondo.
E’ il primo stop di acquisti da luglio di quest’anno. Quel mese, che era stato fortemente rialzista per la cripto. La decisione di non effettuare acquisti potrebbe essere letta come anticipatrice di volatilità del mercato e il tentativo di non fare acquisti a livelli troppo elevati.
Cosa teme il mercato
Attualmente Strategy gestisce 640.031 BTC per un valore di circa 80 miliardi di dollari, con un profitto non realizzato di 32,7 miliardi di dollari. L’ex MicroStrategy basa il suo business nell’investimento con leva finanziaria sul Bitcoin. L’azienda prende attivamente in prestito (emettendo debiti convertibili e, più recentemente, azioni) per finanziare l’acquisto della criptovaluta. Al secondo trimestre del 2025 (e dati recenti), Strategy ha circa 8,2 miliardi di dollari di debito totale in essere, composto principalmente da obbligazioni convertibili. L’azienda di Saylor si è indebitata a tassi molto bassi (spesso con obbligazioni a interesse dello 0%) scommettendo che il tasso di crescita del Bitcoin sarà di gran lunga superiore al costo del capitale.
Pertanto in uno scenario rialzista per il bitcoin non c’è alcun problema per Strategy, mentre se il Bitcoin subisce una correzione significativa il “problema di debito” si manifesterebbe mettendo in discussione la capacità dell’azienda di soddisfare i suoi obblighi finanziari.