Notizie Notizie Mondo BCE verso tassi invariati ad aprile: previsioni e impatto su rate e costi dei mutui

BCE verso tassi invariati ad aprile: previsioni e impatto su rate e costi dei mutui

23 Aprile 2026 08:29

Il prossimo 30 aprile è in calendario una nuova riunione della Banca Centrale Europea (BCE), la terza del 2026. Secondo le attese dei mercati, l’istituto di Francoforte dovrebbe optare per una pausa, mantenendo invariati i tassi di interesse in un contesto che resta particolarmente incerto.

Nonostante le tensioni geopolitiche — in particolare il conflitto tra Stati Uniti e Iran — abbiano spinto al rialzo i prezzi di gas e petrolio, la BCE sembra orientata a non intervenire nell’immediato con nuovi rialzi, preferendo un approccio prudente per valutare l’evoluzione dell’inflazione.

Ma soffermiamoci sui potenziali impatti su rate e costi mutui.

Euribor stabile, ma i mercati scontano rialzi entro fine anno

In caso di conferma dei tassi, gli indici Euribor — riferimento per i mutui a tasso variabile — dovrebbero restare sui livelli attuali nelle prossime settimane: circa il 2,20% per la scadenza a tre mesi e il 2,00% per quella a un mese. Uno scenario diverso si aprirebbe invece con un eventuale aumento di 25 punti base già nella riunione di aprile o in quella successiva di giugno. In questo caso, l’impatto sugli Euribor sarebbe immediato, con un conseguente incremento del TAN applicato ai mutui variabili.

Le aspettative dei mercati, al momento, indicano comunque un possibile ritocco al rialzo entro la fine del 2026: le proiezioni vedono infatti l’Euribor a tre mesi salire fino al 2,50% e quello a un mese al 2,40% entro dicembre.

Mutui: quanto costano oggi e cosa cambia con un rialzo dei tassi

Sul fronte dei mutui, i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it aggiornati al 20 aprile mostrano un quadro piuttosto chiaro. Il tasso medio dei mutui variabili si attesta al 2,61%, mentre quello dei mutui a tasso fisso è al 3,36%.

Tradotto in cifre concrete, per un mutuo ventennale da 180.000 euro, la rata mensile media del variabile è attualmente di circa 964 euro. Un eventuale aumento dei tassi di 25 punti base porterebbe il TAN al 2,86%, con una rata che salirebbe a 986 euro: 22 euro in più al mese, pari a oltre 5.300 euro aggiuntivi sull’intera durata del finanziamento. Il confronto con il tasso fisso resta significativo: per lo stesso mutuo, la rata è oggi pari a circa 1.031 euro. Si tratta di 67 euro in più al mese rispetto al variabile, che diventano circa 16.200 euro in più nell’arco dei 20 anni.

IRS stabili e prospettive incerte

Per quanto riguarda i mutui a tasso fisso, il riferimento è rappresentato dagli indici Interest Rate Swap. Dall’inizio dell’anno questi si mantengono sostanzialmente stabili: intorno al 3,30% per la scadenza a 20 anni e al 3,20% per quella a 30 anni. Prevederne l’andamento resta però complesso, soprattutto in un contesto segnato da forte instabilità geopolitica. Le indicazioni provenienti dai titoli di Stato tedeschi a lungo termine — considerati il principale punto di riferimento per gli IRS — suggeriscono comunque un possibile leggero calo da qui alla fine dell’anno.

Nel complesso, il quadro resta in equilibrio tra prudenza delle banche centrali e aspettative di mercato: una combinazione che continuerà a incidere direttamente sulle condizioni di accesso al credito per famiglie e imprese nei prossimi mesi.