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Bankitalia: Pil +12% in III trimestre, produzione industriale +30% a volumi pre-pandemia

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“Secondo le informazioni più recenti, il rafforzamento della congiuntura nei mesi estivi sarebbe stato maggiore di quanto delineato in luglio nello scenario di base delle nostre previsioni; la ripresa resta però ancora parziale. Nel terzo trimestre la crescita sarebbe stata intorno al 12 per cento, sospinta dal recupero dell’industria; rimangono più incerte le prospettive nel comparto dei servizi”. E’ quanto si legge nel bollettino economico della Banca d’Italia appena diffuso.

Il bollettino continua, ricordando che, nel secondo trimestre dell’anno, il Pil italiano “è sceso del 13,0 per cento rispetto al periodo precedente, poco più di quanto stimato dall’Istat in luglio. La contrazione è stata generalizzata. Hanno pesato soprattutto la riduzione dei consumi delle famiglie, nonché quella degli investimenti fissi lordi. Anche il contributo dell’interscambio con l’estero alla dinamica del prodotto è risultato negativo, per effetto di una flessione delle esportazioni più ampia di quella delle importazioni. Il valore aggiunto è diminuito in tutti i settori, più marcatamente nell’industria in senso stretto e nelle costruzioni. Anche nei servizi la contrazione è stata forte, in particolare nei settori del commercio, del trasporto, dell’alloggio e della ristorazione”.

“Secondo i dati più recenti – si legge ancora – nel terzo trimestre il Pil avrebbe segnato un robusto ma parziale recupero, attualmente valutabile intorno al 12 per cento. Gli
indicatori congiunturali più tempestivi, di natura sia qualitativa sia quantitativa, sono coerenti con una ripresa dell’attività in tutti i comparti dell’economia, più marcata nell’industria e con maggiori elementi di incertezza nei servizi. Per questi ultimi si è ancora lontani dal pieno recupero”.

Riguardo all’industria, “a produzione industriale, che era caduta fortemente in aprile ma aveva in parte recuperato già in maggio e giugno, è ulteriormente aumentata in luglio e agosto (rispettivamente del 7,0 e del 7,7 per cento), sostenuta soprattutto dai beni strumentali e da quelli intermedi. Sulla base delle nostre stime nel complesso del
terzo trimestre l’attività industriale sarebbe cresciuta di circa il 30 per cento, ritornando ai volumi precedenti l’inizio dell’epidemia”.