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Banche italiane: M&A resta centrale, focus su UniCredit, Banco BPM e Bper. La view di Mediobanca Securities

Per le banche tricolore si avvicina l’appuntamento con la trimestrale che, a detta di Mediobanca, potrebbe essere una replica di quanto visto in avvio 2021

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Per il settore bancario italiano si avvicina l’appuntamento con i conti del secondo trimestre 2021 che verranno pubblicati dalle principali banche del Ftse Mib a cavallo tra l’ultima settimana di luglio e la prima di agosto. Ad esempio, UniCredit alzerà il velo sui risultati il 30 luglio, mentre Intesa Sanpaolo e Banco Bpm diffonderanno i numeri del trimestre rispettivamente il 4 e il 5 agosto.

Un trimestre che, a detta degli analisti di Mediobanca Securitiespotrebbe essere una replica di quanto visto nei primi tre mesi del 2021, con un indizio sulla qualità degli asset. “Riteniamo che le tendenze del secondo trimestre potrebbero assomigliare a quelle viste nel primo trimestre: il net interest income (NII) potrebbe scendere, le commissioni elevate dovrebbero compensare, mentre i costi e il costo del rischio potrebbero salire in base alla stagionalità”, sottolineano gli esperti della banca di piazzetta Cuccia, secondo i quali di conseguenza non sono attese “mosse importanti nel consenso del 2021, ad eccezione di Bper, dove la debolezza del margine di interesse netto potrebbe non trovare compensazione”.

Nel recente sell-off le banche italiane hanno sottoperformato del 4% in un mese, alla luce della sensibilità ai tassi e della sovraperformance da inizio anno. In particolare, Bper ha sottoperformato il doppio, riflettendo in parte le aspettative di un trimestre debole. Da Mediobanca Securities continuano a monitorare l’evoluzione delle moratorie nel secondo trimestre, che a livello di settore sono in calo del 50% su base trimestrale (circa il 3% dei prestiti), in quanto qualsiasi differenza significativa potrebbe dare un’idea dei futuri afflussi di crediti deteriorati.

M&A resta centrale per le banche tricolore

Il tema M&A resta centrale per il caso di investimento delle banche italiane. “Nonostante i recenti articoli stampa sprezzanti, continuiamo a ritenere che l’M&A si verificherà, poiché le condizioni favorevoli consentirebbero alle banche di aumentare il RoTE, ottenere economie di scala e ripulirsi ulteriormente con un impatto minore sul Cet”, sottolineano gli analisti nella nota diffusa ieri. Questo, sempre secondo l’analisi di Mediobanca Securities, potrebbe avvenire tramite UniCredit, Banco Bpm e Bper (coperti con rating outperform e offrono un upside a doppia cifra). La banca evita però di dare indicazioni ‘profetiche’ sulle potenziali comibazioni finali. Invece, Banca popolare di Sondrio (neutral) sembra già abbastanza valutata per M&A. Intesa Sanpaolo (neutral) e Credem (outperform) rimangono i player domestici di qualità, con una inclinazione verso la gestione patrimoniale, riflessa nella valutazione a premio del gruppo guidato da Carlo Messina, con il catalizzatore del ritorno di capitale più avanti, ma non ancora in Credem con una valutazione ancora troppo elevata, in particolare tratta con uno sconto P/E elevato rispetto a Intesa e Banca Mediolanum.

Per quanto riguarda i conti del secondo trimestre 2021, Mediobanca si attende “un solido contributo dalle commissioni, complessivamente sostenuto da asset management, e nei depositi. Invece, le commissioni sui prestiti probabilmente vedranno una contrazione dovuta a volumi trimestrali più deboli (-2,5% su base trimestrale).

In questo contesto Mediobanca Securities sottolinea però che anche la questione moratorie resta chiave. I dati della Banca d’Italia indicano un ulteriore miglioramento del tasso di default e degli Npl nel secondo trimestre, nonostante la scadenza del 50% delle moratorie attive nel primo trimestre. Nel secondo trimestre è stata, invece, data ai clienti la possibilità di richiedere una proroga del pagamento delle rate, altrimenti in scadenza il 30 giugno. Sul fronte del rapporto Cet1 per Mediobanca “resterà stabile nel secondo trimestre, ad eccezione di Banco Bpm e UniCredit, i cui venti contrari normativi potrebbero spingere il Cet1 in calo di 15/30 punti base su base trimestrale. “Riteniamo che solo UniCredit e Intesa Sanpaolo siano disposte e in grado di restituire agli azionisti più del payout ordinario“, concludono gli esperti di piazzetta Cuccia.