Banche italiane: per Dresdner nessun rischio crisi, anzi il 2008 è l’anno delle sinergie
Di fronte a uno scenario macroeconomico globale poco incoraggiante, le banche targate Italia conservano intatto il loro fascino. Almeno agli occhi degli analisti di Dresdner. "Siamo convinti che gli istituti di credito italiani affronteranno questa attuale situazione difficile in modo migliore rispetto a molti concorrenti europei, grazie al loro modello difensivo", spiegano gli esperti nella nota diffusa oggi. La maggior parte delle banche tricolori infatti operano nel mercato retail domestico, con una limitata esposizione alle attività di investment banking e una assoluta assenza dei subprime. Un sistema che in futuro funzionerà da scudo al rallentamento economico e al rischio di contagio della crisi di liquidità, che sta già investendo il comparto del credito globale. Ma non è tutto. A questo si aggiunge un altro vantaggio: il potenziale da ristrutturazione. "Le banche del Belpaese offrono anche un potenziale da ristrutturazione grazie alle ultime operazioni che hanno coinvolto i cinque più grossi istituti del Paese e cioè Unicredit, Banco Popolare, Intesa Sanpaolo, Monte Paschi di Siena e Ubi", osservano gli esperti. E proprio il 2008 sarà l'anno del raccolto. Secondo il broker tedesco i processi di consolidamento offriranno a partire dal 2008 una decisa razionalizzazione dei costi, migliorando l'efficienza e permettendo una crescita a livello di utile per azione. A questo riguardo, però gli analisti hanno limato la stima di Eps 2008 e 2009 del 4%, per effetto "della pressione sui ricavi bancari dovuta al rallentamento economico, a una più feroce competizione e ai cambiamenti a livello regolatorio". Un ritocco che non riflette alcuna preoccupazione di rilievo. E allora per chi non vuole farsi sfuggire questa ghiotta opportunità, Dresdner consiglia di scommettere soprattutto su Unicredit (Buy a 7,6 euro), Banco Popolare (Buy a 18,5 euro) e Ubi Banca (Buy a 23 euro).