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Azionario Asia incerto, borsa Tokyo +0,18%. Fiato sospeso per conferenza stampa Trump su Cina

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Mercati globali con il fiato sospeso in attesa di capire la risposta americana alla decisione cinese di approvare la nuova legge sulla sicurezza nazionale, che impone controlli più severi su Hong Kong, mettendo ulteriormente a rischio il principio “one country, two systems”.

Oggi il presidente americano Donald Trump parlerà nel corso di una conferenza stampa sulla Cina. La sola notizia della conferenza stampa ha fatto girare ieri in negativo Wall Street.

Chiusura in rosso per la borsa di Tokyo, con l’indice Nikkei 225 che ha perso lo 0,18% a 21.877,89 punti. La borsa di Shanghai segna un lieve rialzo (+0,11%), Hong Kong cede lo 0,57%, Sidney arretra di oltre -1%, Seoul +0,36%.

L’amministrazione Trump, come già preannunciato dalle parole del segretario di Stato Usa Mike Pompeo, potrebbe decidere di privare Hong Kong del trattamento speciale di cui ha goduto fino a oggi dal 1992, esattamente dal 1992 U.S.-Hong Kong Policy Act.

Hong Kong deve molte delle sue fortune proprio a questo patto con gli Usa, che venne emanato in vista del trasferimento della sovranità sull’isola dal Regno Unito alla Cina, nel 1997.

Conosciuto anche come Hong Kong Relations Act, l’atto -emanato dal Congresso degli Stati Uniti nel 1992- ha consentito in tutti questi anni agli Stati Uniti di continuare a trattare Hong Kong in via separata rispetto alla Cina continentale, in merito a questioni relative al commercio, all’economia e alla finanza.

Trump ovviamente potrebbe anche annunciare nuove sanzioni contro la Cina.

Diversi i dati arrivati oggi dal fronte macro del Giappone, relativi al mese di aprile.

La produzione industriale giapponese ha riportato un tonfo, su base mensile, del 9,7%, rispetto alla flessione pari a -5,7% attesa dal consensus. E’ quanto risulta dai dati preliminari diffusi dal governo. Su base annua, il dato è crollato del 14,4%, peggio del -10,6% stimato e del precedente calo del 5,2%.

Il tasso di disoccupazione del Giappone è salito lievemente al 2,6%, rispetto al 2,5% di marzo. Il dato è stato migliore delle attese, visto che gli analisti avevano previsto un rialzo al 2,7%.

Le vendite al dettaglio del Giappone sono crollate su base mensile del 9,6%, peggio del -6,9% stimato dal consensus e del -4,6% precedente. Su base annua, il dato è crollato del 13,7%, riportando il tonfo più forte dal marzo del 1998. Il ribasso è stato peggiore del -11,2% atteso dagli analisti e del -4,7% del mese di marzo.

Focus anche sul fronte macro della Corea del Sud, con la produzione industriale che è scivolata ad aprile, su base mensile, del 6%, riportando la contrazione più forte dal 2008. Su base annua, il calo è stato del 4,5%.

Ottimo invece il dato relativo alle vendite al dettaglio, balzate su base mensile del 5,3%, al ritmo più alto dal dicembre del 1995.