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Azimut: non solo super cedola, la svolta sulle fees dietro il boom 2019 in Borsa

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Nessuno ha fatto meglio di Azimut in questi primi mesi del 2019. Dai minimi del 27 dicembre scorso il titolo è risalito di oltre il 45% e nella classifica dei migliori titoli da inizio anno sopravanza Saipem (+40%), Ferrari (+30%) e FinecoBank (+27%).

Aumentano i Buy, analisti vedono spazio per ulteriore rally

Negli ultimi tre mesi il consensus su Azimut ha subito una revisione al rialzo del prezzo obiettivo del 3,7%, in controtendenza con le revisioni al ribasso per molti dei titoli del Ftse Mib. Venerdì, a seguito dei riscontri arrivati dai conti 2018, gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato la raccomandazione buy dal precedente hold con prezzo obiettivo a quota 16 euro (dai 13 indicati in precedenza).

In generale il consensus degli analisti riportato da Bloomberg indica 7 giudizi Buy, 7 Neutral e solo 1 Sell. Il prezzo obiettivo medio risulta di 14,44 euro, con potenziale upside di oltre il 5%.

Dividendo da capogiro

A permette un nuovo colpo di reni nelle ultime due sedute ha contribuito la sorpresa arrivata dai conti 2018 con l’annuncio di un dividendo sopra le attese a 1,5 euro per azione, pari al 141% di payout. Importante è stata anche la conferma del target 2019 di un utile in area 300 milioni di euro e i ricavi 2018, in calo, ma superiori alle attese di mercato. Il dividendo proposto equivale a un payout del 141%. Il dividendo sarà pagato per un minimo di tre quarti per cassa e per il rimanente in azioni proprie detenute in portafoglio dalla società. La data di pagamento del dividendo in contanti e di assegnazione delle azioni è prevista per il 22 maggio 2019, con stacco cedola il 20 maggio 2019. “Il dividendo proposto di 1,50 euro per azione, che ci porta per il secondo anno consecutivo ad essere la società con lo yield più alto all’interno del FTSE MIB, è basato su un utile netto di 300 milioni di euro nel 2019 – ha rimarcato Pietro Giuliani, presidente del gruppo Azimut – anno nel quale si conclude il piano quinquennale presentato nel 2014″. Giuliani ha sottolineato come in questi anni il gruppo abbia centrato tutti gli obiettivi e confida di centrare anche il target di utile 2019.

 

La svolta di gennaio sulle commissioni di performance

La vera svolta in Borsa è arrivata però con l’annuncio del 24 gennaio sul cambio della metodologia di calcolo delle commissioni variabili (“performance fees”) con una significativa riduzione dei costi variabili per i clienti, in linea con quanto indicato dai principi Iosco.

Alla riduzione delle commissioni di performance, fa da contraltare un incremento di quelle di gestione di 50 basis point con il risultato di una minore dipendenza dall’andamento dei mercati. Azimut ha rimarcato che il TER per i clienti sarà mantenuto in linea con quello applicato dai concorrenti e dagli altri operatori di mercato.