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Auto elettriche: Ue impone batterie di origine etica. Rischio stangata prezzi

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Per alimentare la transizione verso i veicoli elettrici, le economie dell’UE devono assicurarsi altre 64.000 tonnellate di cobalto di origine etica entro il 2030, un volume che vale circa 3,2 miliardi di dollari ai prezzi attuali. Una sfida ardua.

Una delle materie prime più importanti per le loro batterie, il cobalto ha una catena di approvvigionamento che richiede un certo lavoro. L’Unione Europea sta facendo sforzi importanti al fine di ottenere un metallo eticamente corretto, per produrre le batterie utili per le macchine elettriche. Ma spirano venti contrari che potrebbero rendere più costoso per le case automobilistiche passare all’elettrificazione.

Cobalto per le auto elettriche: da dove proviene

Il cobalto è il metallo della batteria a più alto rischio con possibili danni alla salute delle persone e all’ambiente. La maggior parte della fornitura mondiale di cobalto proviene dalla Repubblica Democratica del Congo, e un terzo di essa è fornita da minatori su piccola scala che spesso lavorano in condizioni pericolose. Molte aziende sono state riluttanti ad acquistare cobalto scavato a mano a causa delle preoccupazioni sul lavoro minorile. Nel 2014, l’UNICEF ha stimato circa 40.000 bambini lavorano nelle miniere del paese, con molti di loro incentrati sul cobalto stesso. Glencore Plc, che gestisce due delle più grandi miniere industriali di cobalto del mondo in Congo, ha assicurato ai suoi acquirenti come Tesla che nei suoi prodotti non usa cobalto scavato a mano, ma solo cobalto di provenienza responsabile. Ma alcune aziende cinesi che vendono cobalto lavorato in Europa mescolano flussi certificati del metallo con materiale proveniente da miniere non regolamentate, secondo un rapporto dell’Ue.

La proposta dell’Ue

I regolatori hanno iniziato a sviluppare regole progettate per aiutare l’industria a non danneggiare la sua reputazione. Ad aprile 2020, il Commissario europeo per la giustizia, Didier Reynders, si è ufficialmente impegnato in un’iniziativa dell’UE in materia di governance responsabile delle imprese – Sustainable Corporate Governance – annunciando l’adozione di una legislazione europea sulla due diligence delle imprese in materia di diritti umani e ambiente (Corporate human rights and environmental due diligence).  La proposta legislativa in particolare imporrà a tutte le aziende l’obbligo di implementare un processo di due diligence volto a identificare, prevenire, mitigare e rendere conto degli impatti negativi, reali o potenziali, su diritti umani e ambiente nelle loro operazioni commerciali globali e lungo le loro catene del valore, che spesso coinvolgono altre società controllate, subappaltatori, fornitori e altre diversificate relazioni commerciali.

Ma questi “requisiti ambiziosi potrebbero attualmente essere troppo difficili”, secondo una valutazione preparata da ricercatori che consigliano la Commissione Europea. Il rapporto, che sarà pubblicato dalla rivista Resources Policy di Elsevier Ltd. a giugno, suggerisce un mercato sempre più di nicchia per il cobalto di provenienza responsabile.  “Se, come proposto dalla Commissione europea, la due diligence sulla catena di approvvigionamento del cobalto sarà obbligatoria per le batterie vendute nei mercati dell’UE nel prossimo futuro, la domanda di cobalto di origine responsabile aumenterà rapidamente”, dice lo studio preparato dal Centro comune di ricerca dell’UE. Di conseguenza, inevitabile, usando batterie di origine etica, le auto elettriche finiranno per costare di più.