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Atlantia: stretta finale per nuova offerta di CDP su Autostrade, analisti valutano scenari post-accordo per il titolo

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In territorio negativo stamani il titolo di Atlantia in attesa di uno sblocco della questione Autostrade per cui si attende una nuova offerta di CDP. Secondo il Messaggero non ci sarebbe ancora l’accordo sull’offerta per ASPI fra i fondi e CDP. Quest’ultima in particolare si starebbe muovendo con estrema cautela sulle garanzie ed è stato quindi deciso di lasciare qualche altro giorno ai tecnici per preparare l’offerta definitiva.

Autostrade in attesa dell’offerta di CDP

Il consorzio CDP-Blackstone-Macquarie si è riunito ancora lo scorso weekend per migliorare l’offerta presentata per l’88% di ASPI, che è stata valorizzata nel complesso 9,1 miliardi di euro. “Il Consorzio formato da CDP Equity, Blackstone Infrastructure Partners e Macquarie Infrastructure and Real Assets – informa una nota di cassa Depositi e Prestiti – prosegue nell’attività di approfondimento, con l’obiettivo di giungere nei prossimi giorni alla presentazione di un’offerta finale per l’acquisto della partecipazione, pari all’88,06%, detenuta da Atlantia in Autostrade per l’Italia, ovvero per l’acquisto fino al 100% della stessa in caso di esercizio del diritto di co-vendita da parte dei soci di minoranza di ASPI”.
La valutazione di 9,1 mld per il 100% di ASPI, afferma Equita Sim, non si modificherebbe ma vi sarebbero dei miglioramenti sulle garanzie legali inserite nell’offerta (1,5 mld per ponte Morandi e danni ambientali per la Variante di Valico) oltre al riconoscimento ad Atlantia dei ristori che otterrà ASPI per il Covid-19. Il valore delle garanzie potrebbe essere ridotto a 500 mln (sui quali CDP rimane prudente) ed i ristori sono stimati in circa 400 mln.

La view di Equita

Intanto oggi è attesa l’assemblea straordinaria di Atlantia per la proroga dei tempi per ottenere un’offerta sul 55% di ASPI nell`ambito del progetto di scissione. Secondo il Messaggero, se non ci saranno sorprese ed il voto contrario di Edizione (30%) e Fondazione CRT (4,85%) sarà confermato, il progetto di scissione decadrebbe (necessario il 67% del voto dei presenti per l’approvazione) a vantaggio dell’offerta di CDP. Una significativa riduzione delle garanzie inserite nell’offerta ed il potenziale riconoscimento ad Atlantia dei ristori che il governo riconoscerà ad ASPI renderebbero l’offerta di CDP più interessante, afferma Equita. L’accordo con CDP, concludono gli esperti della Sim milanese, eliminerebbe il rischio politico, risolverebbe il problema del debito nella holding (4,5 mld) ed assicurerebbe flessibilità finanziaria ad Atlantia per asset rotation o supportare Abertis, il cui leverage rimane elevato.